Il discorso di Draghi calato nella situazione italiana

Leggere l’intervista ieri al presidente di Confindustria Bonomi per capire l’attualità delle parole dell’ex presidente della Bce a Rimini

Chi volesse trovare una “messa a terra” dei principi proclamati a Rimini da Mario Draghi dovrebbe recuperare le parole pronunciate ieri in un‘intervista alla Stampa dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Se l’ex presidente della Bce è “volato alto”, come si dice, senza entrare nel merito delle vicende italiane, e pur tuttavia, parlando di “debito buono e cattivo”, dando un chiaro segnale a chi avesse voluto coglierlo, Bonomi è stato molto esplicito nel denunciare le inadempienze e gli errori dell’attuale esecutivo Conte.

Non è un caso che Bonomi, come lui stesso dice nel colloquio col direttore Massimo Giannini, sia stato l’unico a recarsi a Rimini per ascoltare Draghi («Sono andato ad ascoltare l’ex presidente della Bce perché mi interessa la sua visione. Mi sono stupito del fatto che ero l’unico presente, lì in platea»).

«Tutto fermo»

Se Draghi ha spronato la politica a non pensare solo all’oggi, ma anche al domani, secondo una visione che non si limiti alla contingenza e alla ricerca del consenso immediato, Bonomi ha tirato le fila per quanto riguarda le mosse del governo giallorosso:

«Mi aspettavo un agosto completamente diverso. Le faccio solo qualche esempio. Primo, il governo ha varato le misure anticrisi ma mancano oltre 400 decreti attuativi: tutto fermo. Secondo, ci avevano detto che ad agosto avrebbero lavorato alla stesura del piano di riforme da presentare alla Ue per ottenere i contributi del Recovery Fund: tutto fermo. Terzo, si profila di nuovo un’emergenza sanitaria e anche su quel fronte ci avevano detto che avrebbero presentato progetti per attivare i prestiti del Mes: tutto fermo. Quarto: il 14 settembre dovrebbero ricominciare le scuole, ma ancora non si è capito se e come riapriranno: tutto fermo».

Bonus a pioggia

Fermi gli investimenti, ma non la distribuzione dei bonus. Ancora Bonomi: «100 miliardi impegnati nei decreti incluso il Decreto agosto: tanti soldi, in effetti, la metà degli aiuti previsti dal Recovery Fund. Peccato però che siano quasi tutti bonus a pioggia. Le esperienze del passato dimostrano che misure del genere danno sempre risultato zero». E più avanti: «Ci sono provvedimenti studiati solo per ingraziarsi le rispettive constituency elettorali, questo è il vero problema. Ci sono drammatiche priorità che non vengono affrontate, o vengono declinate nel modo peggiore. La produttività, non tanto nel settore privato quanto nei servizi della Pubblica Amministrazione, di cui nessuno parla più. Come nessuno parla più di semplificazioni, scomparse dai radar: hanno fatto il decreto, ma anche qui risultati zero e a dirlo è stato Sabino Cassese. E poi la crescita, il Green New Deal, la sostenibilità sociale, il futuro dei giovani: tante chiacchiere, pochi fatti».

Foto Ansa