Il conservatorismo e il bisogno dell’eterno

Di Marco Invernizzi
14 Agosto 2025
Il contributo di Marco Invernizzi (Alleanza Cattolica) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Danilo Breschi sul conservatorismo
La Basilica di San Benedetto di Norcia verso la completa ricostruzione, 24 ottobre 2023. A pochi giorni dal settimo anniversario del terremoto che il 30 ottobre 2016 colpì il centro Italia, sono state tolte anche le impalcature laterali ed è stato completato il tetto della chiesa. ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI
(Foto Ansa)

Ci sono due temi che mi sembrano necessari per rispondere alla domanda che cosa sia il conservatorismo oggi, anche alla luce delle considerazioni di Danilo Breschi. Li esprimo con due parole che poi cercherò di spiegare: “ordine eterno” e Rivoluzione del 1789.

L’ordine è qualcosa che richiama espressamente al conservatorismo, nel senso che qualsiasi conservatore è certamente nemico di ogni utopia ideologica e rivoluzionaria, che vuole distruggere il presente per costruire dal nulla una situazione storica diversa e migliore. Tuttavia, questo richiamo all’ordine può indurre a una grande ambiguità, che spesso accompagna la definizione di conservatore. Quest’ultimo infatti non è innamorato di qualsiasi “ordine”, né di un tempo storico definito, bensì appunto di un “ordine eterno”, cioè di alcuni principi che sono veri e buoni per gli uomini perché sono iscritti nella natura umana e quindi procurano il bene della comunità se realizzati nella storia. 

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