Il capo e la coda

Simplicissimus

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Senza capo né coda: così va il mondo. Leggo un buon slogan pubblicitario: “Il mondo: la nostra sfera d’azione” (a parte sfera, troppo tolemaica: meglio “ambito”). A patto che siamo tu, io, lui o lei, singolarmente, a averlo come slogan, massima quotidiana. Non è un pensiero difficile: anzi è più facile vivere e pensare, per chi sia simplicissimus, avendo in testa il mondo che la provincia. È la provincia, o il villaggio specialmente se “globale” – provincialismo assoluto – la complicazione. Avere in testa il mondo per trovare capo e coda, o più nobilmente alfa e omega. La guerra in Serbia – ma anche l’andamento recente dell’Europa o del Governo – ci ha fatto vedere una novità storica: che i potenti della terra hanno perso la bussola, che c’è qualcosa di sciroccato nella politica interna ed estera, cioè qualcosa di diverso dai “normali” benché gravi errori. Perso la bussola: qualcosa di simile a ciò che accade a noi comuni mortali: il disordine del mondo è in rapporto biunivoco, come si dice, con il rapporto delle nostre teste, o cuori. I potenti di oggi stanno cercando soluzione in un ordine-disordine del puro comando, senza pensiero. Resta a te, me, lui o lei, senza più aspettare l’impotenza prepotente dei potenti, da pensare il mondo come il nostro ambito d’azione.

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