Il Canada fa cassa con i suicidi assistiti. Cento milioni ogni 7 mila morti

Il nuovo bilancio parlamentare mostra i benefici del Maid: grazie all’eutanasia lo Stato non “sperpera” milioni in cure palliative

La verità sull’eutanasia? L’ha scritta benissimo, nero su bianco, il Canada: sventolare la bandiera della compassione, mandando a morte i più deboli, gli inattivi, i pesi mezzi morti fa risparmiare. Tutto qui. Dalla legalizzazione del suicidio assistito (giugno 2016) lo Stato non ha dovuto dilapidare oltre 66 milioni di dollari in cure mediche o palliative. E punta a risparmiarne molti di più ora che i persuasori della buona morte hanno strepitato per estendere il Maid – Medical Assistance in Dying, che equipara l’atto di procurare la morte di un malato al prendersi cura della sua vita fino alla fine – anche a chi non è affetto da patologie letali.

SULLA PELLE DI ROGER E DEI PAZIENTI DELL’HOSPICE

Ricordate il caso del Quebec? Tutto nasce qui, quando la corte suprema scardina la legge e il parlamento federale punta immediatamente a cancellare la maggior parte dei requisiti richiesti per usufruire del suicidio assistito ed estenderlo a tutti i disabili perché «avere una disabilità è peggio della morte». E il caso dell’Ontario? Qui il Maid viene promosso tra le persone non malate di cancro perché possano “lasciare un’eredità” donando i propri organi come pezzi di ricambio per la società dei sani. E quello di Alan Nichols? A 61 anni, non aveva alcuna patologia invalidante, non era un malato terminale, soffriva semplicemente di depressione. E Roger Foley? Affetto da una patologia neurogenerativa, ospedale e governo gli hanno dato due alternative: pagare più di 1.500 dollari al giorno per le cure di cui ha bisogno, cifra che non può permettersi, oppure «ricorrere gratuitamente al suicidio assistito», «ma io voglio vivere. Non voglio morire». E quello della Delta Hospice Society? Il governo ha ritirato i fondi pubblici che questa piccola realtà impegnava nella fornitura di cure palliative perché si è rifiutata di uccidere con l’eutanasia i propri pazienti: «Siamo scioccati. Lo fanno per soldi: l’eutanasia costa meno delle nostre cure palliative».

CON LA NUOVA LEGGE RISPARMI FINO A 100 MILIONI

Verissimo. Secondo il nuovo bilancio parlamentare, pubblicato il 20 ottobre in ossequio a trasparenza e responsabilità, i costi sanitari per prendersi cura dei pazienti nell’ultimo anno di vita sono «sproporzionatamente alti»: questi pazienti rappresentano solo l’1 per cento della popolazione e attirano dal 10 al 20 per cento dei costi sanitari totali. Certo, avvisano i parlamentari, «questo rapporto non dovrebbe in alcun modo suggerire di usare il Maid per ridurre i costi sanitari».

Tuttavia, stimando in base alla legge vigente almeno 6.465 suicidi assistiti nel 2021 i bilanci sanitari potranno beneficiare di un risparmio pari a 66,14 milioni in dollari. Tutto grazie ai morti. Il risparmio è calcolato decurtando dal budget innanzitutto i costi per le cure palliative di queste seimila e rotte persone: 55,4 milioni di dollari, una cifra enorme rispetto ai 17 milioni necessari per aiutarle a morire. E non è tutto: la nuova legge scaturita dal “caso Quebec” che allarga ulteriormente le maglie per l’accesso all’eutanasia, si tradurrà in altri 1.164 decessi e un risparmio aggiunto di 46,8 milioni, per un risparmio totale di 113,4 milioni di dollari. Costi presentati come “trascurabili” dai parlamentari. Pronti a riconvocare l’assemblea per riprendere l’iter della nuova legge sul suicidio assistito bloccato solo dalla pandemia.

Foto Ansa