Canada, eutanasia. «Avere una disabilità è peggio della morte»

Il Parlamento federale del Canada vuole rivoluzionare la legge sull’eutanasia e manda uno scioccante messaggio a tutti i suoi cittadini

eutanasia suicidio assistito

Proprio come anticipato da Assuntina Morresi su Tempi, il Canada si prepara ad allargare a dismisura le maglie della legge sull’eutanasia a neanche quattro anni dalla sua legalizzazione. Le nuove disposizioni sono state presentate lunedì in Parlamento e verranno presto approvate, essendo appoggiate da tutti i partiti.

BUONA MORTE ANCHE PER I DISABILI

L’anno scorso la Corte suprema del Quebec ha giudicato infatti incostituzionale una parte della legge, quella che prevede che per accedere a suicidio assistito ed eutanasia sia necessario essere affetti da una patologia che porti alla morte in tempi «ragionevolmente prevedibili». Secondo i giudici del Quebec così si discriminano tutti coloro che presentano una disabilità che causa sofferenze ritenute soggettivamente insopportabili, pur non essendo letale.

Il Parlamento federale ha deciso di estendere di fatto a tutti i disabili cronici la possibilità di richiedere l’eutanasia. Come sottolineato in una lettera di veemente protesta da parte del Consiglio dei canadesi con disabilità, allargare in questo modo le maglie dell’eutanasia è come dire che «avere una disabilità è peggio della morte».

Protesta anche la Chiesa canadese con un documento firmato dall’arcivescovo di Winnipeg, Richard Joseph Gagnon, presidente della Conferenza episcopale canadese: «Affermiamo nuovamente senza alcuna ambiguità la convinzione fondamentale del carattere sacro di ogni vita umana. Siamo delusi e profondamente preoccupati dal governo. Questo tentativo di estendere l’eutanasia per includere le richieste anticipate, così come le situazioni in cui la morte non è ragionevolmente prevedibile, è profondamente inquietante».

IL CONSENSO NON SERVE PIÙ

Ma il Canada non si è limitato a suggerire ai disabili la strada della buona morte. La nuova legge cancella anche uno dei principali requisiti per ottenere l’eutanasia: essere in grado di intendere e volere. Grazie alle ultime disposizioni, infatti, si potrà anche richiedere l’iniezione letale «in anticipo» e riceverla quando la malattia peggiorerà.

Il punto riguarda ad esempio le persone affette da demenza: ad oggi possono richiedere l’eutanasia soltanto se sono ancora in grado di esprimere la propria volontà. Non appena la legge sarà approvata, potranno richiederla per il futuro, quando sarà però qualcun altro a decidere per loro. E se il paziente nel frattempo cambiasse idea ma non fosse più in grado di esprimerla? Sarebbe comunque spacciato, con buona pace per lo sbandierato rispetto dell’autodeterminazione del malato.

L’EUTANASIA È GIÀ DIVENTATA «NORMALE»

Capovolgendo la realtà in modo sottile e magistrale, il governo canadese arriva a sostenere infatti che con l’attuale legge i dementi che vogliono l’eutanasia sono costretti a morire subito. Mentre con le nuove disposizioni potranno aspettare e nessuno «gli ruberà mesi preziosi di vita». E per quanto riguarda il rischio che siano uccisi contro il loro volere? Il mancato consenso non sembra rappresentare più un problema per il Canada, dove 13 mila persone sono già morte con l’eutanasia, che rappresenta ormai il 2 per cento di tutti i decessi del Canada. Non è solo il governo di Justin Trudeau però ad avere una macabra smania di morte: secondo un sondaggio del Canadian Press del 23 gennaio, oltre il 70 per cento dei canadesi è d’accordo con le nuove disposizioni. In neanche quattro anni, da eccezione l’eutanasia è diventata la «normalità».

Foto Ansa