I navigator un posto di lavoro l’hanno trovato: il loro

Bilancio di un anno di attività dei facilitatori. Costano 500 milioni e i risultati quali sono? Zero virgola. La colpa non è loro, ma di chi li ha voluti

Candidati impegnati nella prima selezione del concorso indetto dall’Anpal per ricoprire il ruolo di navigator, Roma

Nel libro che un giorno verrà scritto sul grande flop del reddito di cittadinanza, troverà un posto d’onore l’intervista a un navigator che oggi appare su Repubblica. Il titolo dice già tutto: “Siamo stati formati ma se mancano i posti non è certo colpa nostra”. È passato un anno dal quiz a crocette che li ha selezionati a Roma, è tempo di bilanci.

Cosa abbiamo fatto finora

Il giovane ragazzo di Salerno, che, in quanto cococo ha preso i 600 euro a marzo e aprile, spiega che «noi campani siamo entrati in formazione a dicembre inoltrato, per lo più online. Ma non abbiamo mai messo piede nei centri per l’impiego perché c’è ancora una trattativa in corso con Comuni e Regione. Io sono stato assegnato al centro di Agropoli. La formazione è durata 4 mesi, come per tutti». Oltre ai corsi online per imparare a fare il navigator, che cosa ha fatto il giovane? Ha trovato lavoro per qualcuno dei percettori del reddito di cittadinanza? Risposta: «Non siamo mai arrivati alla fase della proposta di lavoro congrua, anche perché i decreti Cura Italia e Rilancio hanno sospeso questa condizionalità fino al 17 luglio. Dopo quella data dovremmo cominciare a farlo, vedremo quanti accetteranno di spostarsi per lavorare. Anche i lavori di pubblica utilità stentano perché i Comuni non hanno ancora i piani».

Mancia elettorale

Incolpare i navigator di qualcosa, sarebbe però ingeneroso. In fondo, hanno semplicemente colto un’opportunità, mettendosi a disposizione. La verità è che la colpa del gigantesco flop del Rdc è tutta dei cinquestelle che, ricordiamolo, l’avevano presentato come una misura atta a rilanciare l’occupazione, non un sostegno al reddito. Sono ormai lontani i tempi della famosa frase di Luigi Di Maio («abbiamo abolito la povertà») e sempre più chiaro – ma per noi lo fu da subito – che di semplice mancia elettorale si è sempre trattato (una mancia che, dati Unimpresa, costa 26 miliardi di euro nel triennio 2020-2022).

Come abbiamo già scritto, «a fronte di 3,8 miliardi di euro stanziati, per un totale di circa un milione di domande accolte su 2,4 milioni di richieste, solo il 2 per cento di chi ha ottenuto il sussidio ha effettivamente trovato un lavoro, poco più di ventimila persone. Meno dunque dei 39.760 annunciati qualche mese fa dall’Anpal».

I fantasmi

E per quanto riguarda i navigator? Repubblica li definisce dei «fantasmi».

«Nessuno sa esattamente cosa fanno. Quanti posti hanno trovato ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Come hanno inciso. Si sa che sono scesi a 2.850: gli altri hanno vinto concorsi pubblici seri. Si sa che sono precari: co.co.co. in scadenza il 30 aprile. Si sa che guadagnano 27.339 euro lordi all’anno più 300 euro lordi al mese di rimborso trasferte. Costo totale dei navigator: 500 milioni stanziati dal governo M5S-Lega. Molti tra loro – se non tutti – hanno pure chiesto l’indennità da 600 euro per marzo e aprile».

E l’applicazione che doveva incrociare domanda e offerta? «Non esiste. Così come il portale Anpal. Tutto fermo», dice l’assessore regionale veneto Elena Donazzan. Il risultato, come sintetizza l’assessore al lavoro della Regione Lombardia Melania Rizzoli è uno solo: «Contratti di lavoro trovati: zero, a parte il loro».

Foto Ansa