Gli unici che troveranno lavoro con il Rdc sono i navigator (fino a quando?)

Pochi i beneficiari, cifre ridicole. Intanto vengono presentate le domande, soprattutto al Sud, per diventare navigator.

E se il Reddito di cittadinanza (Rdc) si rivelasse un boomerang per il M5s? Se lo chiede Italia Oggi partendo dai numeri finora noti fra quanti hanno presentato domanda per il sussidio.

Gli importi sono stati quasi sempre inferiori a quanto sbandierato da Di Maio negli ultimi mesi. Invece dei fatidici 780 euro per 5 milioni di poveri, tra le 500 mila domande accolte c’è chi si dovrà accontentare di 40 euro. Il 10% degli importi è inferiore a 75 euro, il 16% è tra i 100 e i 300 euro e il 30% tra i 300 e i 500 euro. In pochi giorni il sito dell’Inps si è riempito di post di cittadini stupiti e amareggiati.

Delusione e rancore

Insomma, la misura potrebbe scontentare in primis gli elettori grillini, che hanno votato il M5s proprio in virtù di questo provvedimento che ha lo scopo (Di Maio dixit) di «abolire la povertà». Solo che, tra persone respinte ai Caf o all’Inps perché non hanno i requisiti per chiederlo e persone che si ritrovano in tasca qualche spicciolo, il risultato è uno solo: delusione e rancore (come se già non ce ne fossero in giro abbastanza).

Domande per navigator

Ieri sono stati resi noti anche i numeri delle domande per diventare navigator (i tutor che dovrebbero guidare i richiedenti Rdc nel percorso di formazione-lavoro). I posti a disposizione sono tremila e finora (c’è tempo fino all’8 maggio) sono state presentate 16.773 domande, soprattutto al Sud (Sicilia 2.477, Campania 2.475, Lazio 2.236, Puglia 2.074). Un navigator percepirà 27.388 euro lordi annui, circa 1.600 euro al mese.

Mancette elettorali

Insomma, alla fine quella che sembrava essere solo una battuta pare che diventerà realtà: a trovare lavoro col reddito di cittadinanza saranno solo i navigator, i “precari che cercano lavoro ai disoccupati”. Ma per quanto tempo? Non ci vorrà molto a rendersi conto che il problema è la mancanza di lavoro e l’incapacità degli attuali centri per l’impiego di trovarlo. In fondo, non è nemmeno colpa loro, ma di politici che anziché creare opportunità per le aziende, preferiscono distribuire mancette elettorali.

Foto Ansa