«I Fulani stanno cercando di islamizzare la Nigeria»

Un commando di pastori musulmani Fulani ha attaccato un gruppo di cristiani di Jos dopo la messa. «In meno di 12 ore circa 30 fedeli sono stati uccisi»

Almeno sette cristiani sono stati uccisi in Nigeria domenica 26 maggio, vicino a Jos, capitale dello stato di Plateau, mentre tornavano a casa dalla funzione domenicale. Secondo quanto riportato da testimoni oculari a Morning Star News, un gruppo di musulmani Fulani ha attaccato i fedeli bruciando decine di case in diversi villaggi (Cele Bridge, Tina Junction, Rikkos, Dutse Uku, Yan Trailer e Angwan Rukuba).

«CIRCA 30 CRISTIANI MORTI IN 12 ORE»

Il reverendo Luke Shehu ha invece dichiarato che i morti sono molto di più. «I Fulani stanno cercando di islamizzare e fulanizzare la Nigeria», ha scritto in un comunicato. «Nonostante l’intervento delle forze di sicurezza, in meno di 12 ore circa 30 cristiani sono stati uccisi e 20 case bruciate o distrutte. I Fulani indossavano uniformi militari e provenivano da comunità musulmane del nord di Jos. Questi attacchi contro cristiani innocenti sono inaccettabili». Il giorno seguente, 27 maggio, altri sei nigeriani sono stati uccisi in un villaggio non distante dal luogo della strage da miliziani Fulani.

FULANI PEGGIO DI BOKO HARAM

Nel 2018 in Nigeria gli attacchi dei pastori musulmani Fulani hanno causato più vittime di quelli di Boko Haram. Secondo un rapporto di Acled, solo l’anno scorso i Fulani hanno massacrato 1.930 persone contro le circa 1.600 attribuite ai terroristi islamici affiliati all’Isis.

La violenza dei Fulani, secondo il vescovo di Gboko, monsignor Amove Avenya, «è una bomba a orologeria che rischia di distruggere il paese. I Fulani sono armati fino ai denti e massacrano donne incinte, bambini, distruggono le nostre campagne. La comunità internazionale non può aspettare che abbia luogo un genocidio per intervenire. Abbiamo bisogno di aiuto».

Il 14 aprile, in uno degli attacchi più gravi degli ultimi mesi, un commando di pastori Fulani ha massacrato 17 cristiani nel villaggio di Numa (stato di Nasarawa) durante la festa seguita a un battesimo. Tra le vittime, come riportato da testimoni intervistati dal Punch, anche bambini, un uomo ultracentenario, una giovane «stuprata a morte», una donna incinta e la madre del bambino battezzato.