Hong Kong. Gandhi, Martin Luther King e Su Xun rimossi dai libri di testo

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale, la scuola diventa un campo di battaglia ideologico: censurati gli autori controversi, professori minacciati

La legge sulla sicurezza nazionale è entrata in vigore solo da una settimana a Hong Kong e già si possono riscontrare effetti nefasti in ogni ambito della società. Al di là dei primi arresti e processi, dello scioglimento di partiti e associazioni, della fuga di attivisti, della distruzione dell’indipendenza della giustizia e del clima da «terrore bianco» che ha invaso la società, minando alla radice la libertà di espressione e di assemblea, è aumentata a dismisura l’autocensura. Soprattutto nel settore dell’educazione.

BIBLIOTECHE RIMUOVONO I LIBRI PRO DEMOCRAZIA

Dagli scaffali delle biblioteche pubbliche sono già scomparsi molti libri di attivisti e studiosi il cui contenuto è stato ritenuto «in contrasto» con la nuova legge. Una nota del dipartimento Servizi ricreativi e culturali, come riportato da Reuters, ha imposto alle biblioteche di «esaminare se alcuni libri violano le disposizioni della legge». Sono già introvabili, ad esempio, volumi dell’attivista Joshua Wong e della deputata Tanya Chan.

Il vero obiettivo del regime comunista cinese, però, è rivedere i programmi scolastici. La vitalità delle scuole di Hong Kong è rinomata e proprio dalle aule, dove è sempre stato coltivato il pensiero critico, sono spesso partite le manifestazioni pacifiche per chiedere più democrazia e libertà per l’ex colonia.

CENSURATO L’AUTORE CINESE SU XUN

Dom Chan, insegnante in una scuola secondaria di Hong Kong, sta scegliendo il manuale di storia cinese del prossimo anno e pochi giorni fa ha ricevuto una richiesta anomala dai superiori: rimuovere alcuni passaggi sul filosofo Su Xun, famoso autore di saggi sulla guerra dell’XI secolo. «Mi hanno detto di “controllare attentamente il libro di testo”», dichiara al Washington Post Chan, dal momento che alcuni scritti di Su «potrebbero incitare gli studenti alla violenza o far pensare loro che la rivoluzione sia giusta».

Che una legge scritta dalla Cina per Hong Kong porti a censurare uno dei luminari della letteratura cinese può sembrare un risultato contraddittorio, ma la propaganda del regime non intende fermarsi davanti a nulla, neanche a quella millenaria storia che il presidente Xi Jinping esalta spesso come segno distintivo della grandezza della cultura cinese.

ADDIO MARTIN LUTHER KING E GANDHI

Tra i contenuti che verranno cancellati dai libri di testo, o fortemente ridotti, almeno all’inizio, non ci sono solo passaggi critici della recente storia cinese, come il massacro di Piazza Tienanmen, la Rivoluzione Culturale e le purghe degli elementi di destra compiute da Mao Zedong (tutti questi ad oggi sono solitamente racchiusi in un solo paragrafo nei libri di storia). Scompariranno dai programmi anche personaggi come Martin Luther King e Mahatma Gandhi, essendo il tema della disobbedienza civile troppo delicato da quando è stata varata la nuova legge.

Secondo un maestro delle elementari, Pechino «vuole controllare il pensiero indipendente degli studenti e influenzare il modo in cui distinguono ciò che è giusto da ciò che è sbagliato». Un docente di storia e studi liberali dichiara al Wp: «Siamo arrivati al punto in cui ci chiediamo se licenziarci. Che senso ha insegnare se tutto ciò che vogliono da noi è manipolazione, indottrinamento e controllo dei nostri ragazzi?».

INSEGNANTI MINACCIATI

In realtà, il Partito comunista vuole molto di più, se è vero che il ministro dell’Educazione di Hong Kong, Kevin Yeung, dopo l’approvazione della legge che vieta di oltraggiare l’inno nazionale, ha chiesto a tutti gli insegnanti di denunciare gli alunni che violano la nuova norma.

Già l’anno scorso, durante le proteste anti-estradizione, il ministero ha avvertito più di 40 insegnanti che sarebbero stati licenziati se avessero espresso opinioni critiche verso la repressione delle manifestazioni da parte della polizia. Raymond Yeung, insegnante che l’anno scorso ha partecipato alle proteste, ha dichiarato di ricevere frequentemente avvertimenti nel cuore della notte, telefonate e minacce di morte. La stessa cosa è successa ad altri professori critici del governo.

Se lo scopo primario della legge sulla sicurezza nazionale è svuotare le piazze e impedire manifestazioni democratiche, quello secondario ma altrettanto importante è trasformare le scuole in campo di battaglia ideologico per trasformare gli studenti in patrioti fedeli a Pechino.

Foto Ansa