Grillo. Procura di Torino chiede condanna a 9 mesi. Indagini in corso in altre città

Nel processo in Piemonte per le proteste no Tav avvenute il 5 dicembre 2010, il leader dei cinque stelle è imputato per un comizio tenuto, violando la legge, in una zona bloccata.

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Brutte notizie per Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 stelle risulta indagato in varie procure: una delle quali, quella di Torino, proprio oggi ha chiesto per Grillo la condanna a nove mesi di reclusione, nel processo legato ai dimostranti no Tav in Val di Susa.

FUORI DALLA BAITA. Il processo a Torino vede imputate con grillo altre 21 persone, e i reati di cui il comico è accusato riguardano una manifestazione in Valle il 5 dicembre 2010. Grillo aveva raggiunto una baita ancora in costruzione in una zona bloccata al traffico da sigilli. Il comandande dei carabinieri della compagnia di Susa aveva avvisato il comico di non accedere alla baita, perché avrebbe violato la legge. Grillo invece lo ha fatto comunque e davanti alle telecamere. Le richieste della procura – che dovranno ancora essere valutate dal tribunale – per tutti gli imputati variano tra i 6 e i 18 mesi di reclusione.

ALTRE INCHIESTE IN CORSO. Proprio mentre si diffondeva la notizia della richiesta di condanna, una nuova “tegola” è caduta su Grillo perché il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce ha comunicato oggi che Grillo risulta indagato in varie procure d’Italia, ma non a Genova per l’istigazione, lo scorso 10 dicembre, all’insubordinazione alle forze dell’ordine. Grillo aveva scritto infatti in quella data una lettera indirizzata ai vertici di tutte le polizie italiane, chiedendo di non proteggere la politica dall’attacco dei Forconi: stamattina inizialmente si era diffusa la notizia che Grillo fosse stato indagato anche nel capoluogo ligure per questo reato. Così non è, anche se si apprende che altre inchieste sono in corso nel resto d’Italia.

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