Il governo Meloni non tiri a campare
Come era prevedibile, dopo il referendum sulla giustizia è partita la campagna elettorale. Si voterà tra un anno, più o meno. Nel frattempo il centrosinistra si è ringalluzzito per la vittoria del “no”, interpretandola come un messaggio di scontento per l’operato del governo Meloni. La lettura è corretta, ma non del tutto. Nel senso che, certamente, la sinistra ha puntato tutto sul dare un significato politico e non di merito all’appuntamento referendario, ma è anche vero – almeno a stare alle analisi post-voto – che il “no” ha raccolto consensi anche tra elettori di centrodestra, indecisi e non votanti che, in caso di elezioni politiche, potrebbero comportarsi diversamente.
In ogni caso, come si diceva, è partita la campagna elettorale e non c’è giorno che al governo Meloni non sia imputato qualche piccolo disastro o qualche grande pasticcio, al di là anche di alcuni suoi lampanti demeriti. Il governo «galleggia nella “via del mezzo”», ha scritto ieri sul Foglio Giuliano Ferrara, consigliando a Giorgia&Co. «di esporsi ed esporci a qualche sorpresa che curi la malattia mortale della noia». Affare non facile, viste le condizioni generali. Donald Trump fa il “matto” con l’Iran, aumenta l’insicurezza energetica e l’inflazione, e – tra Minetti, Venezi, Biennale – ogni giorno ha la sua pena.
Zerovirgola e sinistra
Ad oggi, il governo Meloni ha fatto dell’affidabilità e della coesione un punto di forza. Non si è segnalato per riforme particolarmente fantasiose, ma non ha nemmeno provocato danni clamorosi come gli esecutivi precedenti, colpevoli di aver scassato i conti pubblici con mance e megamance che ci rimarranno sul groppone per anni. Ieri la Commissione europea ha comunicato la valutazione positiva al pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro. Un bene? Sì, ma lasciateci dire che sul Piano abbiamo sempre conservato qualche dubbio. Gli zerovirgola della nostra crescita ne sono una conferma.
La fortuna del governo si chiama opposizione, un aggregato litigioso che rimane attaccato col mastice. Dal minuto successivo al voto referendario, hanno iniziato a litigare sulla leadership: primarie sì, primarie no; Giuseppe Conte o Elly Schlein, Silvia Salis o Pier Luigi Bersani? Ma se il cosiddetto campo largo rimarrà largo e se il generale Vannacci farà corsa solitaria, l’esito delle politiche del 2027 potrebbe sorridere più alla sinistra che alla destra. Poi – è chiaro – da qui a un anno può succedere di tutto. Poi – è chiaro due – dipenderà dalla legge elettorale. Poi – è chiaro tre – un conto è vincere le elezioni, un altro è governare.
Il tempo che manca
Come tutti i governi della storia italiana, anche questo ha sperato, a un anno dal voto, di poter fare affidamento su un tesoretto da spendere nell’ultimo scorcio di legislatura. Ma il paese è cresciuto poco e ora ci si arrabatta per chiedere lo scostamento di bilancio. C’è poi il tema delle spese per la difesa che vanno aumentate e la crisi iraniana rischia di essere più lunga e creare più danni del previsto.
Il motto andreottiano del “tirare a campare piuttosto che tirare le cuoia” è sempre valido, ma il governo potrebbe provare a ragionare anche sull’altro dato che il referendum sulla giustizia ha evidenziato: nelle regioni italiane più produttive e dinamiche ha prevalso il “sì”. C’è una fetta importante del paese che non è per lo status quo, che non ha paura di cambiare, investire, provare. Non s’accontenta dell’esistente, non ha paura di novità che aiuterebbero il sistema paese, è ostile alla retorica sui diritti e non si fa abbindolare dall’esausta cantilena “modello Mannoia” del «non volere questa responsabilità sulle mie spalle»
C’è, insomma, un “nord” – geografico, ma non solo – che non chiede bonus&superbonus, ma desidererebbe soltanto «non essere disturbato se vuole fare» (il motto che Meloni attribuì alla sua azione politica a inizio mandato). E se si desse qualche segnale in quella direzione? Non c’è molto tempo per farlo. Una ragione in più per non sprecarlo.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!