Gli italiani si sono mangiati 44mila miliardi

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Gli italiani amano uscire. Sono circa tre milioni e mezzo quelli che escono per cena ogni sera perché, per la maggior parte di loro, è un modo piacevole per trascorrere la serata. La loro spesa complessiva – solo per le cene – nel ’98, infatti, è stata di circa 44mila miliardi (fonte: Fipe). E, comunque, basta uscire – non importa a far cosa, o dove. I luoghi d’incontro possono essere i più diversi: oltre a ristoranti e pizzerie, ci sono disco-bar, risto-disco, internet café e locali adatti a ogni ora del giorno e della notte. Esistono, ad esempio, molti locali dove, le mattine dei weekend, si può gustare il “brunch” – un mix tra “breakfast” (colazione) e “lunch” (pranzo) – una valida alternativa alla messa domenicale. Tra i locali etno-chic si trova il Capoverde, ristorante milanese in via Leoncavallo 16 che ospita un fiorista, un vivaio, un bar, un’erboristeria, una gelateria e un centro d’idrocultura. Per gli intellettuali esistono le librerie-bar di Roma, Milano e Napoli, anche se solo in quest’ultima città sono più nostalgiche stile ex-sessantottino dove si autoproducono fascicoli, si vendono libretti millelire, volantini ideologici e volumi finto-antichi (Intra Moenia, 1799 Club e Evaluna, tutti in Piazza Bellini). Molto più moderni e interessanti sono gli spunti esteri. A Londra, in 37 Maddox Street, esiste The Nail Bar (=il bar dell’unghia), un locale alla mano, in ogni senso. È frequentato da donne d’età tra 20 e 40 anni che vanno lì per la pausa-pranzo: mentre bevono qualcosa, si fanno dare una limatina alle unghie e una rinfrescata allo smalto. Come spiegarsi il successo dei locali più strani? “Il cliente non è più un semplice consumatore di prodotti o servizi, ma è un ospite di riguardo”, spiega Franco D’Egidio, esperto di marketing. “Stiamo passando dalla fase in cui si vendevano prodotti, o servizi, a quella dell’offerta di esperienze e sensazioni sperimentabili”. Non occorre più, perciò, che un esercizio pubblico fornisca prodotti tangibili, ma occorre che sappia gestire, come un bravo regista, momenti particolari. “Oggi, più che alla conquista di quote di mercato, si tende alla conquista di ‘quote della mente’ dei potenziali clienti”, continua D’Egidio. (mcpavarini@tiscalinet.it)

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