Giappone, a Sendai ripartiranno due reattori nucleari. Gli abitanti protestano? No, esultano

Nelle zone che ospitano i reattori nucleari, l’economia ruota attorno alle centrali e il governo offre sussidi e sconti sulle tasse ai residenti

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Ancora qualche controllo e in Giappone saranno riattivati due reattori nucleari della centrale di Kyushu a Sendai. Saranno i primi dopo che Tokyo, in seguito all’incidente di Fukushima di cui è appena ricorso il terzo anniversario, ha bloccato i suoi 50 reattori per verificarne le condizioni di sicurezza.

A TOKYO PROTESTANO. L’Autorità che regola il nucleare in Giappone (Nra) ha annunciato ieri che i due reattori di Sendai riceveranno in via prioritaria gli ultimi controlli per verificare che siano soddisfatti i più avanzati requisiti di sicurezza, poi potranno essere riaccesi. La notizia ha causato molte proteste nel paese, dove la maggior parte dell’opinione pubblica (con le dovute eccezioni) è contraria al ritorno al nucleare, annunciato poche settimane fa dal nuovo premier Shinzo Abe. C’è anche però chi esulta alla notizia, in particolare gli abitanti di Sendai, proprio dove si trovano i reattori che saranno riattivati.

A SENDAI ESULTANO. Nelle zone che ospitano i reattori nucleari, infatti, tutto ruota attorno alle centrali, dal lavoro al turismo ai sussidi statali, che sono attualmente bloccati da quel fatidico 11 marzo 2011. Il sindaco della città di Sendai ha chiesto che la massima sicurezza sia garantita ma non si è certo opposto al ritorno in funzione della centrale.

VANTAGGI DEL NUCLEARE. A nessuno piace vivere di fianco ad un complesso nucleare ed è per questo che il governo giapponese offre incentivi e vantaggi ai cittadini che accettano di farlo. Ad esempio, la centrale di Rokkasho, nella prefettura di Aomori, fornisce l’88 per cento del gettito complessivo delle tasse del villaggio e secondo uno studio del 2012 ha aumentato il reddito pro capite dei residenti del 62 per cento. In sussidi, il governo paga al villaggio 18,5 milioni di euro, cioè circa 1.541 euro all’anno a ciascuno dei 12 mila abitanti. Secondo la Camera di commercio, il 70% del business nel paese è legato all’industria nucleare, riporta NBCnews.

RITORNO ALL’ATOMO. Ecco perché, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, se a Tokyo si concentrano le proteste degli anti-atomo, a Sendai come negli altri paesi grandi e piccoli dove sorgono centrali nucleari, i cittadini sono a favore della riattivazione dei reattori. Così come il governo, che attualmente spende in energia almeno 34 miliardi di dollari in più all’anno rispetto al 2011, con gravissimi danni per l’ambiente del paese a causa dell’aumento vertiginoso della combustione fossile.

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