La Germania approva l’eutanasia «altruistica», dimenticando le 200 mila persone uccise «per compassione» dai nazisti

Il Bundestag si è dichiarato a favore del suicidio assistito con 360 voti a favore contro 233. Inutili le proteste degli ebrei, che ricordano il passato: «Il suicidio assistito non deve diventare un servizio fornito dai dottori»

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Con 360 voti a favore e 233 contrari il Parlamento tedesco ha approvato l’eutanasia passiva (suicidio assistito). I deputati ci hanno tenuto a sottolineare che si potrà autorizzare la morte di una persona malata solo per «motivi altruistici» e non per motivi di «business».

EUTANASIA NAZISTA. Non esiste paese al mondo dove non sia difficile parlare di eutanasia. Stabilire infatti per legge che non tutte le vite hanno lo stesso valore e che qualcuna, quando è malata e sofferente, ha il diritto di essere eliminata è un passo delicato per ogni società. Ma in Germania è diverso. Dalle parti di Berlino l’eutanasia non è una novità, ma un ritorno al passato. Tutti sanno qual è questo passato. Come scriveva Hannah Arendt, l’eutanasia fu praticata originariamente dai nazisti per fare le prove generali dei campi di sterminio. Una delle prime persone ad essere uccise, nel 1939, fu un bambino con gravi handicap e fu fatto «per compassione». Alla fine della Seconda guerra mondiale, la sua sorte fu condivisa da altri cinquemila bambini malati. In tutto, furono uccise così 200 mila persone. A Berlino, nel 2014, è stato costruito un memoriale per ricordarle.

DA HITLER AL BUNDESTAG. In Germania si era tornati a parlare di «compassione» e suicidio assistito l’anno scorso, a 75 anni dal primo utilizzo dell’eutanasia nel paese. Questa volta non era più il regime di Adolf Hitler a proporla ma un gruppo trasversale di politici al Bundestag. Tra questi Carola Reimann, socialdemocratica, il cui padre è morto per un cancro incurabile l’anno scorso e per il quale lei avrebbe desiderato la “buona morte”.

QUATTRO PROPOSTE. Oggi alla Camera bassa del Parlamento sono state discusse quattro diverse proposte di legge: tutte tranne una autorizzavano i pazienti a morire, ma secondo criteri diversi. Alcune restringevano di più il campo, altre di meno. Quella più restrittiva, sostenuta anche dalla cancelliera Angela Merkel e dal suo partito, è stata approvata. Prevede che solo un maggiorenne in grado di intendere e di volere, affetto da malattia terminale che causi dolori insopportabili, possa richiedere di morire. Un marito che aiuta la moglie a morire non sarà perseguitati dalla legge. Anche un medico potrà aiutare a morire, ma non dovrà farlo per motivi economici, ma per motivi altruistici. Non è però stato definito in modo chiaro che cosa questo significhi. Il testo però piace a molti perché vieta ad associazioni come Exit international, o la tedesca Sterbehilfe Deutschland, di aprire centri per sponsorizzare il suicidio. La sostanza, però, non cambia.

IL SONDAGGIO. Secondo un sondaggio di Infratest dimap, il 12 per cento della popolazione è del tutto opposto a ogni forma di eutanasia, il 38 per cento è invece favorevole al suicidio assistito, mentre il 43 per cento accoglierebbe anche l’iniezione letale. Quest’ultima possibilità trova la ferma opposizione dei medici. I dottori insistono anche sul fatto di non «consegnare a un paziente una pillola con cui possa uccidersi». Il paziente dovrà prenderla da sola, ma saranno comunque i medici a prescriverla.

TESTAMENTO BIOLOGICO. La Germania disponeva già di una legislazione piuttosto liberale: il testamento biologico è legale e anche il suicidio non era del tutto proibito grazie a un cavillo. Una persona che aiutava un paziente gravemente malato a morire veniva condannata solo se, nel momento in cui forniva un farmaco letale, non chiamava anche l’ambulanza. In ogni caso, la condanna era di appena un anno di carcere. Anche la sedazione terminale su richiesta, in alcuni casi, è già legale.

EBREI PREOCCUPATI. Autorizzando l’eutanasia, il Bundestag ha deciso di non ascoltare i timori dei cittadini di origine ebraica. Il Consiglio centrale degli ebrei in Germania aveva infatti rilasciato un comunicato chiedendo che non ci fosse alcuna liberalizzazione dell’eutanasia nel paese. Che differenza ci sarebbe infatti con il nazismo? Anche loro consideravano delle vite «non degne di essere vissute». «Le persone anziane e gravemente malate non dovrebbero essere spinte a commettere suicidio», ha scritto il presidente Josef Schuster. «Il suicidio assistito non deve diventare un servizio fornito dai dottori come alternativa alle cure per chi sta morendo». Invece sarà così.

Foto Ansa

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