Garage privato fa sospendere l’area C. Ghezzi (Pd): «L’amministrazione non funziona»

Alcuni cittadini si scagliano contro il garage «Mediolanum» che ha fatto sospendere l’area C a Milano. Ma anche Ghezzi (Pd) afferma: «Qualcosa non funziona».

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È stato proposto un presidio di protesta contro il Mediolanum parking di Milano, il garage che col suo ricorso ha fatto spegnere le telecamere a presidio dell’area C, introdotta lo scorso 16 gennaio con l’obiettivo di rendere più vivibile la città, più pulita l’aria e più grande l’utilizzo del trasporto pubblico, e sospesa ieri sera per via di un’ordinanza del Consiglio di Stato. Volantini, tante biciclette, frutto di un tam tam nato sui social network contro il «maledetto Mediolanum»: «Se qualcuno organizza i blocchi degli ingressi, io metto la macchina di traverso e la dimentico lì» scrive qualcuno. «Certe cose non si dicono perché poi ci si abbassa al loro livello, ma non possiamo far chiudere la baracca? Tanto con i cavilli della legge italiana non saranno mai al 100% in regola». Mentre il Comune studia una delibera per uscire dal vicolo cieco, dato che la sospensione durerà almeno finché non verrà emessa la sentenza che deciderà nel merito (almeno a settembre, quindi, dopo la pausa estiva) le reazioni stizzite abbondano. E non solo dai semplici cittadini che sul web invitano al «consumo consapevole» e al boicottaggio del garage.

«È una vergogna» dice il consigliere comunale Luca Gibellini (Sel). «Gli interessi economici del proprietario del parcheggio sono più importanti degli interessi della vivibilità dell’intera cittadinanza». La proprietaria del garage non è però la sola ad aver chiesto l’annullamento del provvedimento: molti commercianti e residenti sono in attesa di giudizio da parte del Tar. Anche Marco Cirillo (sindaco di Basiglio, comune alle porte di Milano) ha fatto ricorso mesi fa, dato che la congestion charge «penalizza i nostri cittadini». Non solo: il primo cittadino si è reso disponibile a farsi capofila di tutti i concittadini intenzionati ad avviare una class action contro l’area C. Intanto l’assessore alla mobilità, Pierfrancesco Maran, ha registrato la decisione del Consiglio di Stato «con rispetto ma anche con preoccupazione. In un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato, e questo blocca un provvedimento utile a tutti». C’è anche chi si chiede se il problema non fosse a monte, magari in un testo un po’ affrettato. E non si tratta dell’opposizione, ma di Gabriele Ghezzi (Pd).

Da sempre strenuo difensore dell’Area C, non gli sono piaciuti i commenti sul web di alcuni consiglieri di maggioranza e di alcuni assessori. Che invita all’autocritica: «Un provvedimento o una sentenza possono essere commentate ma sempre accettate. Altrimenti qualcuno può pensare che a sinistra si predichi bene e si razzoli male». Di certo la situazione sarà a dir poco caotica in questi mesi di limbo sia per il Comune che per i cittadini. Sfilandosi dal “crucifige” nei confronti della garagista di piazza San Babila, Ghezzi pone una domanda lecita: «I componenti dell’avvocatura del Comune hanno all’epoca analizzato i rischi di possibili ricorsi? Sarebbe interessante capire da loro se sono state eventualmente proposte e successivamente recepite tutte le valutazioni del caso». Nulla è certo nella giustizia italiana, men che meno quella amministrativa, «ma in casi molto simili ed importanti come l’area C dei buoni avvocati amministrativi, informati a dovere sullo storico dei pronunciamenti, avrebbero potuto in qualche modo prevedere i rischi di una possibile sospensiva o sentenza sfavorevole. Staremo a vedere, ma a mio avviso qualcosa non funziona nel palazzo, e riguarda la macchina amministrativa».

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