Galleria ai privati? Una buona idea per rilanciare Milano

«Galleria Vittorio Emanuele non è sfruttata per il suo potenziale. È un caravanserraglio di esercizi, da McDonald’s a Spizzico, il tutto in condizioni di degrado. Il Comune detenga il 51 per cento ma per il resto si crei un mix commerciale con le botteghe storiche e le grandi firme della città». Intervista all’assessore regionale Stefano Maullu.

Il Comune di Milano vende la Galleria ai privati? Anche se non è esattamente così (il 51 per cento rimarrà in capo all’amministrazione cittadina), la giunta arancione di Giuliano Pisapia sembra intenzionata ad accettare l’offerta della Fondazione Altagamma. Un po’ a sorpresa, l’idea trova il plauso dell’assessore al Commercio in Regione Lombardia, Stefano Maullu. «Il motivo per cui ritengo positiva l’idea di Bruno Tabacci è semplice: la Galleria è un bene inalienabile e ora la gestione di questo patrimonio pubblico sarà messo a reddito, e non semplicemente dal punto di vista economico. Penso sia autolesionistico non sfruttarne le potenzialità». Senza contare il fatto, ragiona Maullu, che siamo ormai vicini all’Expo «che significa avere centinaia di migliaia persone in più che graviteranno in città e alle quali sarà utile dare una visione completa di quello che l’Italia, soprattutto Milano, sa offrire».

Ma perché, scusi, ora questo non accade?
No. La Galleria che non è sfruttata per il suo potenziale. È un caravanserraglio di esercizi, da McDonald’s a Spizzico, il tutto in condizioni di degrado, con i cinesi davanti a Vuitton, che alle nove di sera fanno esplodere le stelle filanti. Per la città è una vergogna. A questo aggiunga i venditori ambulanti e le orde dei tifosi che rovinano qualunque cosa incontrino. Rilanciare la Galleria è una sfida che va raccolta. Il Comune detenga il 51 per cento ma per il resto si crei un mix commerciale con le botteghe storiche e le grandi firme che hanno reso famosa Milano nel mondo.

Insomma, prima di tutto l’immagine.
No, non è questione di immagine, ma di promozione! La promozione è posizionare il prodotto Milano e Lombardia in un mercato sempre più competitivo, che cerca il prodotto turistico. La Galleria così com’è non serve più, fa male a Milano: non mi serve avere lo Spizzico in Galleria, ma un luogo che esalti le eccellenze artistiche culturali della città. E, tra l’altro, mi sembra che il Comune avrà la possibilità di guadagnarci centinaia di milioni di euro.

E allora perché i suoi colleghi di partito in Comune sono così contrariati e perplessi?
Non lo so. Ma fare opposizione così, per il solo gusto di farla, e non sapere  condividere un’idea quando è buona, penso che non serva né al Pdl né alla città.