Francia. Prima Hollande nega l’obiezione di coscienza sulle nozze gay, poi non si presenta al Congresso dei sindaci

Il presidente francese teme le critiche per essersi rimangiato la solenne promessa fatta l’anno scorso. Al Congresso annuale manderà il premier Ayrault

Francois Hollande non si presenterà all’annuale Congresso dei sindaci francesi che si terrà a partire dal 18 novembre. «Al suo posto ci sarà il premier Jean-Marc Ayrault. L’annuncio non è ancora ufficiale ma ci è stato detto dal gabinetto del presidente e del primo ministro», rivela al Le Figaro un membro dell’Associazione dei sindaci di Francia.

PROMESSE TRADITE. La notizia è più rilevante di quanto sembri. L’anno scorso, infatti, il presidente della Repubblica si era assunto un impegno preciso e molto caro ai sindaci sulla legge sul matrimonio gay: «I dibattiti che il nostro progetto di legge suscitano sono legittimi in una società come la nostra. I sindaci sono rappresentanti dello Stato e saranno loro, se la legge viene approvata, a farla applicare. Ma i sindaci potranno delegare [la celebrazione di matrimoni omosessuali] ai loro funzionari perché la libertà di coscienza in Francia continuerà ad esistere. La legge infatti deve essere applicata nel rispetto della libertà di coscienza», aveva detto.

LIBERTÀ DI COSCIENZA. Poi si sa come è andata, il diritto all’obiezione di coscienza non è stato inserito nel testo di legge e lo scorso 18 ottobre il Consiglio Costituzionale francese ha sentenziato che i sindaci e gli aggiunti francesi non possono rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay, pena ammende pecuniarie pesanti e diversi anni di carcere. Il voltafaccia ha fatto infuriare i primi cittadini e Michel Villedey, sindaco di Thorigné-d’Anjou, ha dichiarato a tempi.it: «La Costituzione francese prevede la libertà di coscienza ma a noi non è stata riconosciuta. Io non celebrerò matrimoni gay e se verranno mettermi in prigione per questo, ci andrò».

HOLLANDE SCAPPA. La libertà di coscienza non è l’unico tema caldo nel prossimo incontro: i sindaci sono infatti arrabbiati anche per la riforma degli orari scolastici, i tagli alle risorse destinate ai comuni e la creazione di un piano urbanistico inter-comunale. Per evitare contestazioni inevitabili, Hollande ha deciso di sottrarsi al dibattito e alle critiche, come già avvenuto durante l’approvazione della legge Taubira.