Francia, la stanza del buco è legge: la prima aprirà a Parigi nel 2016. «Risposta falsa a un problema vero»

Le sale dove i drogati potranno consumare legalmente sostanze illegali apriranno anche a Bordeaux e Strasburgo. Costeranno ai contribuenti 22 milioni di euro

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Tre stanze del buco in tre diverse città, una sperimentazione lunga sei anni, dai costi astronomici, per permettere ai drogati di drogarsi illegalmente «in tutta sicurezza». Ieri il Senato francese, all’interno della legge sulla Sanità, ha approvato l’articolo che prevede l’apertura ufficiale delle “stanze per la consumazione di droga a basso rischio”. I socialisti di François Hollande, che hanno fortemente voluto la norma, hanno esultato.

LA PRIMA A PARIGI. La prima aprirà a inizio 2016 a Parigi nel X arrondissement all’interno dell’ospedale Lariboisière. L’unica modifica apportata dai senatori al progetto di legge originale, infatti, è che le sale di consumazione non vengano aperte in luoghi qualunque della città ma all’interno di strutture sanitarie. Parigi in realtà voleva una stanza del buco già nel 2013, ma il Consiglio di Stato aveva bloccato l’apertura ricordando che il consumo di droga è illegale e che per avere una deroga è necessaria un’apposita legge.

22 MILIONI DI EURO. La legge è arrivata e prevede, oltre a Parigi, l’apertura di due stanze del buco anche a Bordeaux e Strasburgo. Il governo ha preventivato una spesa di 800 mila euro annuali per tutte e tre le stanze, mentre i parlamentari di opposizione hanno ribadito che il costo annuale di ciascuna sarà di 1,2 milioni di euro. Dunque, la sperimentazione lanciata dal Senato costerà tra i 4,8 milioni di euro e i 22 milioni.
L’obiettivo delle stanze del buco non è quello di far uscire i drogati dall’incubo della dipendenza, ma «farsi carico di situazioni che esistono, che lo si voglia o meno», secondo le parole usate dal ministro della Sanità, Marisol Tourine. Che precisa: «Questo non significa banalizzare né facilitare la consumazione della droga».

«RISPOSTA FALSA A PROBLEMA VERO». L’excusatio non petita nasconde il problema della legge. Come già dichiarato a tempi.it da Yannick Moreau, parlamentare Ump, «per lavarsi la coscienza il governo fornisce una risposta falsa a un problema vero. Invece che considerare il problema alla radice e adottare politiche ambiziose per spingere le persone dipendenti alla guarigione, cioè a smettere di drogarsi, si accontenta di nascondere queste persone nelle “stanze del buco”, con gran sperpero di denaro pubblico. Legalizzandole, il governo dà ai drogati un’idea di fatalismo e al resto della società di lassismo. È possibile uscire dalla dipendenza dalla droga ma le stanze del buco non portano a questo risultato. Molti me ne hanno parlato come di «stanze della morte». Il governo sta davvero diffondendo un messaggio di abbandono».

CAMIONETTA DEL BUCO. Resta da vedere quali saranno le conseguenze pratiche della legge. Molti francesi sono preoccupati dalla futura presenza di droga negli ospedali e dal fatto che molti spacciatori potrebbero scegliere le cliniche per vendere la droga. E proprio per rispondere a questi problemi di salute e sicurezza, creati (e non affrontati) dalla stanza del buco, la città di Bordeaux ha proposto di sperimentare la camionetta del buco: «Equipaggiato con due o tre posti per l’iniezione della droga in vena», una camionetta girerà per la città per trovare i tossicodipendenti ed offrirgli un luogo sicuro dove consumare la propria dose. Dentro la camionetta, tutto sarà nascosto e nessuno si accorgerà di niente.

Foto Ansa

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