Francia: dal Consiglio costituzionale via libera alla legge che autorizza la ricerca sugli embrioni

Approvata il 16 luglio dall’Assemblea nazionale, la legge è stata convalidata dal Consiglio costituzionale alla faccia del premio Nobel Yamanaka

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Il Consiglio costituzionale francese ha dato il via libera alla legge che autorizza, a certe condizioni, la ricerca sugli embrioni umani, che ne prevede l’uccisione. Come comunicato in una nota, «il Consiglio costituzionale ha rilevato che le condizioni fissate dalla legge alla ricerca sugli embrioni non sono né imprecise né equivoche e neanche incostituzionali».

SÌ A RICERCA E SPERIMENTAZIONE. Lo sorso 16 luglio l’Assemblea nazionale francese ha ribaltato i criteri per la ricerca e la sperimentazione sugli embrioni: prima era vietata, salvo alcune eccezioni, ora è permessa legalmente, ma ad alcune condizioni. Come dichiarato da Jean-Marie Le Méné con questa legge la Francia «rende l’essere umano disponibile per scopi di ricerca per la prima volta». Dopo l’intervento del Consiglio costituzionale la legge entra in vigore a tutti gli effetti.

PREMIO NOBEL IGNORATO. Come ricordato da più voci interne alla società francese questa legge non determina un passo avanti per la scienza, ma uno indietro. «esistono altre strade della ricerca molto più promettenti che sono state anche coronate da un premio Nobel», ricordava l’ex arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois. Il cardinale si riferiva alle cellule staminali pluripotenti indotte, prodotte in laboratorio dal medico giapponese Shinya Yamanaka, insignito nel 2012 del premio Nobel per la medicina, che hanno le stesse caratteristiche di quelle embrionali ma non richiudono l’uccisione dell’embrione.

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