Formigoni: «In Lombardia Mario Mauro ci dia una mano a difendere sussidiarietà, solidarietà, famiglia»

Intervistato dalla Stampa, Formigoni ribadisce di non avere ancora deciso se candidarsi al Senato. E avverte di non pensare di avere in Lombardia «la vittoria in tasca»

Intervistato oggi sulla Stampa, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni torna a ripetere molte delle cose che aveva già detto durante la sua ultima conferenza stampa, ribadendo di non aver ancora deciso se candidarsi al Senato («è stato il Pdl ad offrirmi un posto importante per il Senato in Lombardia. Il primo della lista se non c’è anche Berlusconi, altrimenti il secondo. Ma io non ho ancora deciso»). Formigoni ribadisce che non è sua intenzione ritirarsi dalla vita politica: «Continuerò di certo a portare avanti le cose in cui credo. La mia preoccupazione è impegnarmi in campagna elettorale per garantire in Lombardia la continuità con quello che le mie amministrazioni hanno fatto, e che i cittadini hanno apprezzato. Correggendo limiti ed errori».
Il presidente è convinto che Roberto Maroni non smonterà il lavoro di oltre tre lustri sul territorio lombardo e che la coalizione «sarò vincolata da un programma preciso» che per il Pdl sta scrivendo egli stesso.

CL E MARIO MAURO. Il giornalista Michele Brambilla gli chiede: «Cl questa volta non la segue del tutto, no? Il comunicato del movimento dice: liberi tutti, nessuna indicazione di voto». Risposta di Formigoni: «La posizione di Cl è quella di don Giussani: e cioè che il movimento ci educa a giudicare le cose del mondo, ma la responsabilità delle scelte in politica è personale. Non mi stupisce la scelta di Mauro, che è un amico. Mi auguro però che in Lombardia, alle regionali, dia un contributo alla nostra esperienza». Ovviamente, prosegue Formigoni, non si aspetta che Mauro faccia comizi per Maroni, ma che spera che «Mauro ci dia una mano a difendere i valori che sono particolarmente nostri: quelli della sussidiarietà, della solidarietà, della famiglia».

VITTORIA IN TASCA. Infine Formigoni spiega di aver visto «solo in parte» la puntata della trasmissione tv di Michele Santoro in cui è stato ospite Silvio Berlusconi: «Una prestazione di grande livello», che però non deve illudere di aver recuperato il gap con la sinistra. «Dobbiamo recuperare il rapporto personale con gli elettori, fare una campagna faccia a faccia, porta a porta». Anche i recenti sondaggi non lo rassicurano: siamo avanti in Lombardia di soli tre punti, «che sono la tradizionale forbice di oscillazione. So troppo bene che pensare di avere la vittoria in tasca è il miglior viatico della sconfitta».