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Emergenza profughi. Tutte le responsabilità della Turchia

settembre 4, 2015 Chiara Rizzo

«Dietro la tragedia umanitaria, c’è l’atteggiamento del paese di Erdogan, che prima ha sostenuto la jihad e ostacolato i curdi, poi ha aperto i campi profughi». Parla Gian Micalessin

Nelle stesse ore in cui Aylan veniva sepolto a Kobane e Fainò, il bebé nato sulla nave della Guardia costiera da una giovane nigeriana salvata dalla morte in mare, emetteva i primi vagiti, l’Europa continuava ad interrogarsi sul da farsi davanti all’emergenza migranti. E mentre l’Europa continua ad interrogarsi e a dividersi sulle soluzioni, duecento di questi migranti, in Ungheria, stanchi di aspettare un treno in partenza per la Germania, hanno deciso di percorrere a piedi i 150 chilometri che li separano dall’Austria. Sono i primi, ma non è escluso che altri seguano il loro esempio, aggirando gli ostacoli posti dalle nazioni europee al loro viaggio della speranza. «Gran parte delle responsabilità di ciò che sta accadendo nell’Europa centro orientale con i migranti ce l’ha la Turchia» spiega a tempi.it il giornalista Gian Micalessin.

Perché?
Le responsabilità turche sono abbastanza chiare e nette. Prima di tutto, in termini storici, è la Turchia il paese che ha alimentato il conflitto siriano, sostenendo i jihadisti e contribuendo a creare i due milioni di profughi che poi si sono riversati sul suo territorio. Un numero enorme che ha iniziato a creare problemi politici interni. Nelle ultime elezioni il problema dei profughi ha generato un forte calo dei consensi per la maggioranza al governo. Così il presidente Erdogan ha deciso di svuotare i campi profughi e ben 124 mila persone dall’inizio del 2015 sono riuscite ad attraversare il confine, giungendo nelle isole greche di Kos, Samos, Chios, cioè il 750 per cento in più rispetto al 2014. Ma la stessa Turchia, ironia della sorte, è stata anche efficientissima nel bloccare le fontiere quando si è trattato di aiutare i militanti curdi a Kobane. In parole povere, questa Turchia sta usando l’emergenza siriana e i profughi, approfittando della fragilità dell’identità dell’Europa. Se fossimo stati forti, l’Unione Europea avrebbe dovuto dire “stop” a questa politica di Erdogan. Invece abbiamo lasciato fare, disinteressandocene, e adesso ne paghiamo le conseguenze.

Il presidente russo Vladimir Putin accusa l’Ue del disastro umanitario, per «la politica estera sbagliata, soprattutto nelle regioni del mondo musulmano, Medio Oriente, Nord Africa». Lei cosa ne pensa?
Putin dice una cosa corretta. L’Europa cos’ha fatto in Libia? Siamo intervenuti con la Nato per aiutare a far cadere Gheddafi e poi creare una situazione di totale caos. Nell’anno in cui era in atto l’accordo con Gheddafi, i morti in mare sui barconi sono stati 20. All’epoca di Mare Nostrum i morti erano 3.400. È chiaro che la presenza di uno stato libico forte, anche se detestabile e odioso, contribuiva a impedire che una massa di disperati perdesse la vita in mare.

Cosa pensa della svolta delle ultime ore della Germania, e di quella della Gran Bretagna, che si dicono pronte ad accogliere migliaia di migranti? Il premier inglese David Cameron, ad esempio, si dice pronto ad accogliere migliaia di siriani, ma solo provenienti dai campi profughi.
Lo vedremo tra qualche mese se si tratta solo di parole o di fatti. Per adesso la posizione ufficiale della Gran Bretagna, ribadita nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno, è che quel paese vorrebbe chiudere le frontiere anche agli stessi europei che lavorano lì. Sulle centinaia di migliaia di sbarchi che ci sono stati, l’Inghilterra ha accolto solo 66 siriani. Tra le parole di commozione per la foto di Aylan e le posizioni reali c’è ancora una distanza siderale. Vale anche su quanto compie l’Europa: basta dire che il primo vertice convocato dall’Unione è stato fissato per il 15 settembre, e per giunta in quella sede non vi si deciderà nulla. Il vertice decisivo sarà infatti quello dei capi di stato a ottobre, e lì penso che non passerà una soluzione di accoglienza, dato che Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca saranno compatte per il “no”.

Quali sono le ragioni su cui queste nazioni fondano il loro no?
Sono ragioni essenzialmente culturali e identitarie. L’Ungheria ha espresso il suo no perché ha una forte identità culturale. Orban dice che l’arrivo massiccio di profughi in maggioranza islamici rischia di snaturare l’omogeneità della cultura cristiana europea: ed è vero. Senza contare che Angela Merkel, con le posizioni di apertura degli ultimi giorni in realtà rischia di non aprire le porte solo ai richiedenti asilo, ma anche a centinaia o migliaia di possibili jihadisti. Di fronte a queste politiche di apertura “senza se e senza ma” si dimenticano le ragioni di sicurezza.

Secondo lei come andrà a finire?
Non andrà a finire. Non si risolvono i problemi accogliendo uno o due milioni di profughi, quando c’è un’Africa di miliardi di persone con situazioni estremamente difficili, e quando la maggioranza dei migranti che bussano alle nostre porte non fuggono da guerre ma da povertà e fame. Finché non abbiamo le forze per accogliere con dignità queste persone e finché continueremo a porci davanti ai problemi solo con i nostri discorsi “emozionali”, queste persone diverranno nuove leve per gli estremismi.

Foto Ansa/Ap


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10 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Con gli islamisti al potere,la Turchia di erdogan è purtroppo un pericolosissimo Stato canaglia .

    • giuspa says:

      Abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa e la trasformeremo in un continente musulmano in pochi decenni. Vi sono segni che preannunciano la vittoria di Allah sull’Europa senza il ricorso a spade e fucili. Con le nostre leggi vi conquisteremo, con le nostre leggi vi domineremo. Allah sta mobilitando la nazione musulmana della Turchia collegandola all’Unione Europea e ciò porterà i musulmani d’Europa ad essere 100 milioni. L’Europa ha un destino e così l’America : devono accettare di diventare musulmane con il passare del tempo. Oppure dichiarare guerra ai musulmani. Queste sono parole di Gheddafi in una intervista alla Tv araba Al-Jazeera pronunciate circa 10 anni fa. Come per la previsione di Boumedienne del 1974 alla NU si sta avverando tutto malgrado il grido di allarme inascoltato di Oriana Fallaci e Bat Ye’ Or. L’invasione pacifica è in atto e le conseguenze non tarderanno

  2. Lumumbis says:

    Forse ci sarà qualcuno che potrà dare loro una risposta a tono ma di sicuro tale risposta non verrà dalla Merkel, da Renzi, da Hollande o da Cameron, i “camerieri” del padrone USA. La risposta giusta potrebbe venire forse dal premier ungherese Viktor Orban o dal presidente della Repubblica Ceka Milos Ziman che hanno già manifestato di averne “piene le tasche” dell’ipocrisia degli USA e della loro tracotanza.
    Ricordiamo fra l’altro che l’Europa, inchinata alle direttive di Washington, mantiene ancora le sanzioni contro la Siria, paese oggetto di una guerra terrorista da cui scappano milioni di profughi, dove manca tutto e si rischia la vita e le condizioni di vita sono rese ancora più difficili dal blocco economico attuato da Unione Europea e dagli altri paesi occidentali.
    Si da il caso che la guerra in Siria sia stata provocata e sostenuta proprio dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei come Francia e Regno Unito che, assieme ad Arabia Saudita, Turchia ed altri, hanno infiltrato ed armato nel paese un esercito di terroristi, mercenari jihadisti per rovesciare il governo di Bashar al-Assad ,ritenuto ostile agli interessi occidentali.

  3. Leo says:

    “Oggi il Pentagono ci ha fatto sapere che secondo loro l’ondata di immigrazione verso l’Europa durerà almeno 20 anni”

    Potevamo pensare che gli statunitensi avrebbero almeno avuto il buon senso di tacere e rimanere come spettatori a contemplare le conseguenze dei disastri che loro stessi hanno provocato in paesi come la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Somalia ecc.. (l’elenco sarebbe troppo lungo) mediante le guerre neocoloniali scatenate dagli USA e dai loro alleati e che hanno portato il caos e la destabilizzazione in quei paesi e, di conseguenza, la fuga in massa di milioni di persone di cui una buona parte verso l’Europa.
    Niente da fare, gli americani vogliono mettere bocca su tale questione che investe drammaticamente l’Europa e vogliono anche esprimere giudizi e “dare consigli” ai governi europei che certamente, dato il grado di sottomissione e di subalternità alla politica di Washington, non mancheranno di ascoltare rispettosamente i consigli dei “padroni” d’oltre atlantico.

  4. Mario says:

    Dove erano i benpensanti occidentali, oggi dalla lacrimuccia facile per i profughi. quando i siriani chiedevano all’Occidente di essere aiutati a respingere gli attacchi dei terroristi che seminavano autobombe davanti alle scuole delle città siriane o nel mezzo dei mercati? Ci raccontavano che loro erano dalla parte di quelli che definivano “ribelli” contro il cattivo dittatore Assad e che bisognava rimuoverlo per “portare la democrazia” in Siria.

  5. angelo un says:

    Ma quante storie. È tutto colpa della Lega. Elementare,no?

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