“Emergenza lavoro”. Il Sole 24 Ore boccia la Legge Fornero

I nuovi dati sull’occupazione spaventano Confindustria che attraverso il suo quotidiano dà un duro giudizio sulla riforma, mentre approva le idee del Pdl

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Sono espliciti i giudizi del Sole 24 Ore sulla riforma Fornero e sulle proposte di Beppe Grillo e Antonio Ingroia. Viene dato invece semaforo verde al ritorno dell’originale Legge Biagi proposta dal centrodestra. Il quotidiano di Confindustria dedica le prime cinque pagine all’”emergenza lavoro” toccando punto per punto le patologie presenti nel nostro mercato.

EMERGENZA LAVORO. In primis ci sono i dati delle richieste di cassa integrazione che a gennaio hanno toccato un nuovo record: 61,6 per cento medio con una punta massima registrata nel settore del commercio (80,12 per cento). Il quotidiano economico pone  l’attenzione sul dato relativo alla cassa integrazione straordinaria perché legata alle crisi strutturali, raddoppiata in un anno da 21,4 a 42,2 milioni di ore.
Sotto osservazione anche il crescente tasso di disoccupazione arrivato fino all’11,2 per cento che significa 302 mila posti di lavoro in meno da luglio 2012: data in cui venne introdotta la legge Fornero. Ed è qui che il Sole si ferma e definisce il provvedimento del governo Monti poco utile perché «non aiuta il lavoro» a causa della poca flessibilità in entrata e determinata dai troppi vincoli introdotti.

LEGGE BIAGI: SEMAFORO VERDE. Da ultimo viene fatto un paragone tra le varie proposte presenti nei programmi elettorali e il Sole premia la coalizione Pdl-Lega (l’unica, insieme a Fare di Oscar Giannino che viene valutata con alta efficacia) che ripropone a pieno titolo la Legge Biagi togliendo le modifiche Fornero. Altro elemento apprezzato del centrodestra è lo sviluppo della contrattazione aziendale e territoriale in luogo alla collettiva con la detassazione del salario di produttività. Di efficacia media risultano i programmi di Pd-Sel-Psi, che vuole invariato l’articolo 18 e sgavi per il lavoro a tempo indeterminato, e Scelta Civica di Mario Monti che chiede la sperimentazione di un contratto a tempo indeterminato con meno costi e più flessibilità. Non piacciono le proposte di Grillo e Ingroia: il primo vuole abolire la Biagi; il secondo vuole ristabilire le tutele originali dello Statuto dei lavoratori del 1970.

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