Egitto, fatwa: «Uccidete i leader dell’opposizione». Autorità islamiche non smentiscono

La maggiore autorità sunnita al mondo non smentisce la fatwa lanciata da un suo professore contro l’opposizione in Egitto.

«I leader dell’opposizione, Mohamed ElBaradei e Hamdeen Sabbahi, dovrebbero essere puniti con la morte perché tentano di abbattere un leader eletto dal popolo». Queste parole sono state pronunciate in Egitto questa settimana all’interno di una fatwa religiosa lanciata da Mohamoud Shaaban, professore e religioso dell’università Al-Azhar del Cairo, la massima autorità mondiale dell’islam sunnita, che ha invitato tutti i musulmani a uccidere i leader del Fronte di salvezza nazionale che si oppone a Mohamed Morsi.

UCCIDERE CHI BRUCIA IL PAESE. Le sue parole sono state subito rilanciate da un altro professore islamico, Wagdi Ghoneim, che ha invitato tutti i musulmani a «uccidere i banditi, criminali e ladri che bruciano il paese». Queste dichiarazioni, che arrivano all’indomani delle proteste contro il governo dei Fratelli Musulmani di Mohamed Morsi in occasione del secondo anniversario della Primavera araba, hanno fatto scalpore. Specie, dopo l’assassinio di mercoledì del leader dell’opposizione tunisina Chokri Belaid, ucciso proprio il giorno dopo essersi lamentato che la Tunisia era sotto una dittatura islamica.

TERRORISMO RELIGIOSO. Ieri il presidente egiziano Morsi ha condannato le parole dei due professori islamici affermando che «chi incita alla violenza politica e chi permette “omicidi” di chi sostiene posizioni politiche differenti pretendendo di parlare in nome della religione compie un atto di terrorismo». Il governo guidato dai Fratelli Musulmani ha anche dispiegato agenti di sorveglianza a protezione delle case dei leader dell’opposizione.

AL-AZHAR TACE. Nonostante le parole di Morsi, molti esponenti dell’opposizione hanno fatto notare come l’università di Al-Azhar non abbia condannato le parole del suo professore e anche la giustizia non abbia preso provvedimenti contro Mohamoud Shaaban. Così, ad esempio, Osama Qassem, leader di Jihadi, gruppo che si ritiene essere collegato ad Al-Qaeda, ha insistito che i leader dell’opposizione dovrebbero essere condannati in base ad un articolo della sharia, che prevede tra le altre cose la morte e la crocifissione.