Egitto, Cervellera: «Esercito e Fratelli Musulmani contro la primavera araba»

Parla a Radio Tempi p. Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews: «Stiamo assistendo a un’alleanza tra esercito e Fratelli Musulmani, o perlomeno gruppi estremisti di salafiti. Stanno tradendo la primavera araba, un movimento di gente che chiede riconoscimento della parità di diritti e doveri per cristiani e musulmani, laicità dello Stato e maggior rispetto della donna»

«C’è molta amarezza e molta tensione tra i cristiani copti perseguitati in Egitto, che in questo momento stanno aspettando che si rendano pubblici i risultati delle autopsie dei corpi dei cristiani massacrati l’altra settimana dopo la manifestazione davanti alla tv di Stato». A parlare è p. Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, intervenuto questa mattina a Radio Tempi. «Ci sono state molte dimostrazioni di solidarietà da parte di personalità musulmane e di altri gruppi, ma la gente guarda con preoccupazione al rafforzamento dell’esercito. I giovani che avevano partecipato alla rivolta e alla primavera araba chiedono che si ritorni al governo civile ma l’esercito continua a tenere tutto sotto il suo controllo».

I Fratelli Musulmani, che sotto Mubarak erano costretti a lavorare nell’ombra, ora sono diventati il gruppo più forte in Egitto, e secondo p. Cervellera alle elezioni di novembre dovrebbero raccogliere facilmente la maggioranza dei voti. «Il problema è che stiamo assistendo a un’alleanza tra esercito e Fratelli Musulmani, o perlomeno gruppi estremisti di salafiti. Il riscontro lo abbiamo visto nei tanti attentati in cui l’esercito o non si è mosso o ha dato ragione ai salafiti». «Tutto questo – continua – è un peccato perché la primavera araba è nata come movimento a sé, qualcosa al di fuori di un movimento islamico motivato politicamente. La primavera araba è stata ed è un movimento di gente che chiede il riconoscimento della parità di diritti e doveri per cristiani e musulmani, la laicità dello Stato, un maggior rispetto della donna e la possibilità per i cristiani di accedere a tutte le cariche dello Stato. Ma di fatto questi gruppi non hanno forza politica e non sono appoggiati dall’Occidente, quindi non riescono ad essere incisivi per il futuro politico del paese».

L’Occidente, dal canto suo, non è privo di responsabilità, poiché «ha tenuto solo a salvare i propri rapporti economici con l’Egitto, e tutte le richieste di giustizia e di libertà venute dalla primavera araba non sono state ascoltate. Tanti aiuti economici promessi non sono arrivati, e quello che è arrivato per ora purtroppo arriva solo all’esercito».

Ascolta l’intervista integrale a p. Bernardo Cervellera
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