Egitto, anche una donna vittima della repressione violenta dei soldati

Da venerdì in Egitto vanno avanti le proteste in piazza Tahrir contro le Forze armate. L’esercito sta reagendo con violenza e ha già ucciso dieci persone. Pubblichiamo un video che mostra i durissimi pestaggi dei soldati

Il Cairo non conosce tregua. Nemmeno le denunce dei media e del web, che hanno riportato nel mondo le terribili immagini degli scontri tra l’esercito e i manifestanti di piazza Tahrir sembrano in grado di arginare la violenza dei soldati. Questa mattina il bilancio delle vittime degli scontri, che vanno avanti da venerdì, è salito a 10. Altre due persone sono morte stamattina, soffocate dai lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine per sgomberare le persone riunite in diversi punti della piazza, simbolo della rivoluzione anti-Mubarak e ora di quella contro il Consiglio supremo delle forze armate che, di fatto, detiene il potere in Egitto. Secondo altre fonti, le vittime sarebbero state uccise da due proiettili che li hanno colpiti alla testa.

I manifestanti chiedono che l’esercito lasci davvero il potere a un governo civile e nel fine settimane sono tornati in piazza a protestare. L’esercito ha represso duramente la protesta, come dimostra il video che pubblichiamo qui a fianco: ha fatto il giro del mondo l’immagine di una donna picchiata con ferocia. Altre foto hanno mostrato alcuni soldati in abiti civili che hanno dato fuoco al prestigioso Istituto d’Egitto che contiene manoscritti preziosissimi e testi scientifici, raccolti a partire dalla spedizione napoleonica in Egitto del 1798.

Intanto vanno avanti le prime elezioni libere dalla caduta di Mubarak per l’elezione del Parlamento. Ieri sera sono emerse le prime stime dei risultati del secondo turno di voto, avvenuto il 15 e il 16 dicembre scorsi. L’affluenza è stata del 68,5 per cento, i Fratelli Musulmani sostengono di avere ottenuto, con il loro partito “Libertà e giustizia”, circa il 40 per cento dei consensi. Subito dopo di loro si sarebbero piazzati i salafiti con il partito “Al Nour”, che sostiene di avere raccolto oltre il 30 per cento dei voti.