Ecco cosa farà Assad con l’aiuto dell’Iran se perde la guerra civile in Siria

Se Assad cade, i lealisti insieme alle milizie iraniane sono pronti a barricarsi nella regione del Nordovest per mantenere un’armata potente, un’enclave, all’interno della Siria.

L’Iran sta costruendo insieme a Hezbollah una rete di gruppi armati in Siria per difendere gli interessi del dittatore Assad e per influire sul futuro del paese in caso di caduta del regime. A dichiararlo è un importante membro dell’amministrazione Obama, secondo cui in Siria ci sarebbero almeno 50 mila soldati iraniani.

GUERRA CIVILE. «È una grande operazione – ha affermato al Washington Post – sembra che nell’immediato vogliano appoggiare Assad, ma per l’Iran è molto importante avere in Siria una forza importante su cui poter contare». La Siria, che tra poco entrerà nel terzo anno di guerra civile, è divisa tra gli alawiti di Assad, che sono una minoranza all’interno dello sciismo, i sunniti, che rappresentano il 60 per cento della popolazione, e ceppi di curdi. La frammentazione etnica del paese e quella delle milizie sunnite che combattono contro Assad sta favorendo i gruppi che fanno riferimento al terrorismo internazionale e ad Al-Qaeda.

GLI INTERESSI DELL’IRAN. Secondo gli Stati Uniti l’Iran sciita finanzia da due anni con milioni di dollari il gruppo armato Jaysh al-Sha’bi, un’alleanza di alawiti e sciiti, addestrato dal gruppo terroristico Hezbollah. Come sostengono molti esperti, all’Iran è necessaria una presenza importante in Siria per continuare ad avere collegamenti diretti con Hezbollah e così continuare a esercitare un’influenza sul Libano.

PIANO B. Secondo Paul Salem, direttore libanese del Centro mediorientale del Carnegie Endowment for Internationl Peace, «se Assad cade, i lealisti insieme alle milizie che li appoggiano sono pronti a barricarsi nella regione del Nordovest per mantenere un’armata potente all’interno della Siria». Quello di un’enclave all’interno del paese è un rischio considerato dallo stesso John Kerry, da poco nominato segretario di Stati degli Usa.