Ebola, oltre mille morti. «I malati sono stati lasciati soli. Non c’è nessuno all’ospedale»

L’Oms sta decidendo se somministrare ai malati cure sperimentali. Morto un missionario spagnolo. «È la prima volta che ci troviamo di fronte a questa situazione dolorosa, molto dolorosa. Pregate per noi»

Oltre mille decessi e 1848 casi censiti. Questi i numeri di ebola, stilati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il gruppo di esperti che sta affiancando l’Oms nel monitoraggio dell’epidemia sta pensando di puntare su nuove cure sperimentali.
Le ultime 52 vittime si registrano tra il 7 e il 9 agosto che si aggiungono ad altri 69 nuovi casi segnalati in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Nessun nuovo contagio o decesso in Nigeria e né in Rwanda, dove c’era stata una segnalazione.

«SITUAZIONE GRAVE». Alla Radio Vaticana padre John Oppong, primo consigliere dei Fatebenefratelli, ha raccontato che «la situazione è molto grave. I malati sono stati lasciati soli. Tutti, anche all’ospedale di Liberia-Monrovia, sono andati via. Non c’è nessuno all’ospedale. Il governo della Liberia ha creato un centro per i malati di ebola e tutti i malati sono ora in questo centro. È la prima volta che ci troviamo di fronte a questa situazione dolorosa, molto dolorosa. Pregate per noi».
Proprio un missionario spagnolo dei Fatebenefratelli, Miguel Pajares, è morto oggi. Rimpatriato giovedì dalla Liberia, non ce l’ha fatta.

CURE SPERIMENTALI. Trasfusioni e idratazione continua non bastano più, e il vaccino è ancora lontano, forse si arriverà a confezionarlo nel 2015. La multinazionale inglese Gsk continua a portare avanti gli studi sul vaccino, che per il momento è solo un siero, chiamato Zmapp. Ha detto la portavoce dell’Oms Fadela Chaib: «C’è l’idea di condurre cure sperimentali, ma verrà deciso nei prossimi giorni». I trattamenti in fase di studio non sono ancora stati testati sull’uomo, ma vale tentare il tutto e per tutto. «Le domande alle quali dovranno rispondere gli esperti sono due. Se dal punto di vista etico è consigliabile somministrare farmaci non ancora stabili e senza pericoli, e se basteranno per tutti. Le quantità di queste nuove cure sono ancora piccole, si deve decidere a chi destinarle».