Il coraggio di affrontare i pregiudizi e il trionfo sul palco. E una fine eroica, nel mare di Haifa per salvare un’amica che stava annegando
Ayman Safiah (foto Facebook)
Ayman aveva vinto quella sera quando il gruppo di danza classico guidato dal giovane palestinese aveva ballato Between Two Worlds, tra due mondi, sul palco del teatro di Ramallah. Si chiamava così il primo spettacolo di una compagnia composta da uomini e donne andato in scena nella città palestinese, diretto e coreografato da Ayman Safiah, arabo con passaporto israeliano, un giovane uomo che aveva assorbito la danza e la passione per il ballo da una danzatrice ebrea, i cui genitori avevano fatto aliyah, il “ritorno” in terra di Israele dopo essere sopravvissuti all’Olocausto.
Mondi che Ayman aveva attraversato più volte nei suoi primi 28 anni di vita, varcando con coraggio la frontiera che divide il pezzo di terra in cui era nato tra Israele e Palestina, tra arabi ed ebrei, ma anche tra i pregiudizi ugualmente condivisi e distribuiti, ben radicati nelle famiglie ultra religiose di entrambe le parti, proprio come la sua, intrisa di rifiuto e odio verso il “diverso” e lo sgomento per que...
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