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Dottrina, tenerezza e tante balle (ma che Sinodo hanno visto i giornali?)

ottobre 27, 2015 Rachele Schirle

I giornali di tutto il mondo si sono concentrati su due soli temi in discussione. E in entrambi i casi non hanno voluto capire cosa sta davvero a cuore alla Chiesa.

Anticipiamo un articolo che apparirà sul prossimo numero di Tempi in edicola da giovedì 29 ottobre (vai alla pagina degli abbonamenti) – Il Sinodo sulla famiglia si è concluso con un documento finale di 59 pagine organizzate in 94 paragrafi. Vi sono esaminati la famiglia e i contesti antropologico-culturale e socio-economico; il ruolo della famiglia nel piano di Dio (storia della Salvezza, magistero della Chiesa, dottrina cristiana), la sua missione nel mondo. Si sottolinea il valore del matrimonio nell’ordine della creazione e la sua pienezza sacramentale, l’indissolubilità e fecondità dell’unione sponsale, l’intimo legame fra Chiesa e famiglia, eccetera. L’attenzione dei media, però, sin dalla vigilia del Sinodo era tutta centrata su due questioni: le coppie di persone dello stesso sesso e la possibilità che battezzati divorziati e risposati fossero ammessi all’Eucarestia. Il tutto sullo sfondo di un’asserita battaglia interna alla Chiesa fra progressisti e conservatori, fra papa Francesco e gli avversari della linea di papa Francesco.
Sul primo punto, la Relazione finale dice al numero 76: «Circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 4). Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso».

Il criterio di san Wojtyla
L’altro tema, quella della Comunione per i divorziati, semplicemente nella Relazione finale non c’è. Ben tre paragrafi sono dedicati alla condizione dei cattolici divorziati e risposati civilmente, ma in nessuno ci si pronuncia chiaramente sulla questione dell’accesso all’Eucarestia. Troviamo che «i battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell’integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale, perché non soltanto sappiano che appartengono al Corpo di Cristo che è la Chiesa, ma ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza».
Al n. 85 si coglie un’apertura in certi casi: «San Giovanni Paolo II ha offerto un criterio complessivo, che rimane la base per la valutazione di queste situazioni: “Sappiano i pastori che, per amore della verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni. C’è infatti differenza tra quanti sinceramente si sono sforzati di salvare il primo matrimonio e sono stati abbandonati del tutto ingiustamente, e quanti per loro grave colpa hanno distrutto un matrimonio canonicamente valido. Ci sono infine coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido” (Familiaris Consortio, 84). È quindi compito dei presbiteri accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo».
Al n. 86 è posto un paletto preciso rispetto all’apertura: «Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c’è gradualità (cfr. Familiaris Consortio, n. 34), questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa».

In Italia e all’estero due film diversi
Fin qui l’obiettività dei testi. Come sono stati interpretati dai giornali italiani e stranieri? Sembra che non abbiano visto lo stesso film. Il Fatto quotidiano ha titolato: “Il papa ottiene dal Sinodo un’apertura sui divorziati”; “Sinodo: la comunione ai divorziati risposati passa per soli due voti. Francesco spacca la politica della Chiesa” e “Per le coppie omosessuali niente di fatto”. La Stampa batte e ribatte: “Comunione ai divorziati, sì ma per un solo voto. Così Papa Francesco ha piegato i conservatori”. “La minoranza rigorista sconfitta dalla mossa a sorpresa in assemblea”. “Cade divieto assoluto di comunione ai divorziati: sì del Sinodo ma con un solo voto di scarto”. La Repubblica: “Sinodo: 2/3 dei vescovi, sì alla comunione ai divorziati”. E ancora: “Sì ai divorziati, ma Sinodo diviso. Il Papa: superiamo i complotti”. Mentre l’editorialista Eugenio Scalfari scrive: “Conservatori e temporalisti lo frenano ma Francesco non si fermerà”. Il Corriere della Sera: “Il Sinodo apre sulla comunione ai divorziati”; «Ora il Papa ha le mani libere. Scriverà presto il suo documento» (citando il superiore dei gesuiti).
All’estero hanno visto le cose un po’ diversamente. In Spagna El País titola: “Il Sinodo della famiglia si chiude senza soddisfare le aspettative del papa”; negli Stati Uniti il Wall Street Journal dichiara: “I vescovi portano il papa alla sconfitta sull’apertura ai cattolici divorziati – Il Sinodo si conclude senza avallare un percorso per accedere all’eucarestia per coloro che hanno divorziato e si sono risposati”. Per il Daily Telegraph (Londra) “Il Sinodo si è concluso. Niente di sostanziale è cambiato”, mentre per l’edizione domenicale del Times “Il papa attacca i vescovi per aver bloccato la riforma gay”. The Tablet, il periodico dei cattolici britannici liberal, commenta amaramente: “Il Sinodo sulla Famiglia si è concluso senza alcun consenso sulla questione della comunione per i cattolici divorziati risposati e con il rifiuto di ogni cambiamento nella dottrina della Chiesa sull’omosessualità”. Il New York Times nel corpo di un articolo: «I reporter che chiedevano chiarezza si sono affollati attorno al portavoce: “Non possono ricevere la Comunione”, ha detto padre Thomas Rosica». In Francia Le Monde comunica in prima pagina: “Il sinodo frena le riforme del papa sulla famiglia”.

Il paragrafo ignorato
Alcuni giornali italiani successivamente ai titoli encomiastici citati all’inizio hanno proposto pezzi più riflessivi e in chiaroscuro, chiarendo che l’accesso dei divorziati risposati all’Eucarestia non potrebbe avvenire che valutando caso per caso. Nessuno di essi tuttavia ha fatto molto caso al testo al numero 76, nettissimo nella chiusura alla valorizzazione delle relazioni omosessuali e tutt’altro che tenero nella denuncia dei tentativi di condizionare le Chiese locali e i paesi poveri minacciando loro danni a livello finanziario se non accettano il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
A quanto pare quello che ha detto il belga monsignor Luc Van Looy, vescovo di Gent, in una conferenza stampa di chiusura del Sinodo, e cioè che «questo Sinodo inaugura la Chiesa della tenerezza e decreta la fine della Chiesa che divide il mondo in buoni e cattivi», non è proprio giusto. Qualche cattivo, secondo i padri sinodali, in giro ancora c’è. 


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24 Commenti

  1. jb Mirabile-caruso says:

    Rachele Schirle: “…(ma che Sinodo hanno visto i guornali?)”……………………………….

    I giornali hanno esattamente visto quel Sinodo che sono stati richiesti di vedere dal loro comune padrone: la Finanza massonica!

    Cordialmente.

  2. Marina says:

    Certamente i giornali non hanno visto bene e sono anche in malafede, purtroppo, però sono stati aiutati da certi padri sinodali e da dichiarazioni che la confusione l’hanno sparsa a piene mani. Sinceramente, sembra tutto poco chiaro. Ufficialmente nessuno, all’interno della Chiesa, lo vuole ammettere, ma nella pratica si va oltre la dottrina, concedendo anche ciò che forse non si dovrebbe. Il mio disagio non diminuisce dopo il Sinodo.

    • jb Mirabile-caruso says:

      Marina: “Il mio disagio non diminuisce dopo il Sinodo”……………………………….

      Credo di essere in moltissimi a condividere questo Suo disagio. Personalmente, credevo e continuo a credere che alla confusione generale artatamente creata e diffusa dalle forze del Male, la Chiesa dovesse rispondere con cristallina chiarezza. Ed invece, mi trovo ad osservare un Papa Bergoglio che spesso si trova ad usare un linguaggio che, in quanto a chiarezza, lascia molto a desiderare, essendo talvolta persino ambiguo. Sembra proprio che la Chiesa abbia il timore di affrontare l’Avversario: davvero una forte sensazione di inquietudine che logora moltissimi di noi!

    • SUSANNA ROLLI says:

      Il problema non è tanto quello che si è cercato di risolvere nel sinodo: il vero problema che fa piangere lacrime di sangue alla Madre della Chiesa (v. Civitavecchia -Pantano) è la Chiesa che non è più -è palese- un cuor solo ed un’anima sola, è la Chiesa che ha la febbre alta e bisogna guarirla.
      Ricordo che la Chiesa siamo noi; infatti la Madonna ci sollecita alla NOSTRA PERSONALE CONVERSIONE e alle nostre incessanti preghiere affinchè i Pastori siano UNA COSA SOLA, sennò -e ne stiamo già raccogliendo i frutti- ADDIO GREGGE!!!

  3. Vittorio says:

    Sono tutti preziosi gli articoli di questo genere: temi apologetici e dimostrazione che le categorie politiche non sono sufficienti a descrivere la realtà ecclesiale.
    Solo una nota pro veritate, per quanto riguarda diffuda affermazione per cui questo Sinodo non avrebbe affrontato il tema dell’Eucaristia. Leggendo per intero documento numerose volte si incontrano indicazioni precise oppure inviti al discernimento: con riferimento si matrimoni misti (p.72). Rileggiamo il documento grati che tra giustizia e misericordia vi è il criterio dell’aequitas che orienta il giudizio di chi guida il popolo di Dio. Diversi e singoli sono i casi, specifici i percorsi di discernimento. Certo ricordando “Nihil aliud est aequitas quam Deus”.

  4. SUSANNA ROLLI says:

    Sottotitolo; “in entrambii casi no n hanno voluto capire..”
    Scusate, mica facile capire cosa sta davvero a cuore alla chiesa!
    Perchè voi avete capito cosa sta a cuore in questo momento storico preciso alla Chiesa?
    Io no.

    • doroty says:

      Cara Susanna, perche’ dici che non si capisce cosa stia davvero a cuore alla Chiesa in questo preciso momento storico? A me sembra invece piu’ che evidente che ha a cuore la salvezza dell’umano che c’e’ nell’uomo e di conseguenza la “salvezza” dell’uomo. Per questo e’ necessaria molta misericordia perche’ senza la misericordia di uomini verso altri uomini non sarebbe possibile per molti riconoscere il volto misericordioso di Gesu’ Cristo che agisce nella storia appunto attraverso di noi che siamo miseri e limitati ma anche capaci di grandi generosita’ quando ci lasciamo toccare il cuore. Oggi siamo ad un punto tale di lontananza da Dio che non sara’ ne’ la dottrina (che pure e’ necessaria) ne’ il discorso sui valori (che sono stati smarriti) a salvare l’uomo ma solamente dei gesti di accoglienza e di umanita’ e di stima verso chiunque. Solo in questo modo puo’ rinascere un interesse verso cio’ che e’ cristiano. Alzare steccati ribadendo cose seppur sacrosante non farebbe che accellerare i processi di disintegrazione dell’umano ed e’ questa umanita’ che la Chiesa, attraverso Papa Francesco, vuol recuperare negli uomini. Vedo una urgenza in lui a questo riguardo. Poi, per i matrimoni tra persone dello stesso sesso, e’ stato chiaramente ribadito che non sono conformi al progetto di Dio e per la comunione ai divorziati e risposati si vedra’ caso per caso perche’ ogni storia e’ unica e quello che potrebbe essere peccato per qualcuno potrebbe non esserlo per qualcun altro.

      • SUSANNA ROLLI says:

        @ Doroty
        Non condivido pienamente il tuo pensiero.
        Gesù stesso è stato assolutamente misericordioso verso il peccatore -pecorella smarrita- ma assolutamente intransigente verso il peccato . “Va e no peccare più”
        La morte di Cristo è stata chiara: il PECCATO lo ha inchiodato lì, nient’altro, e non è tacendo sull’inferno che si aiutano ad aprire gli occhi alle anime..la preghiera, la misericordia unitamente alla parola di Verità, che la si trova nelle Sacre Scritture (son state scritte apposta! ) nel nome di N.S.G.C.
        Oggi solo in Occidente siamo ad un punto estremo di lontananza da Dio, va molto meglio in Oriente, dove si dà anche la vita (nella nostra più grande indifferenza, alla faccia della solidarietà).
        E non condivido assolutamente il tuo pensiero sul peccato che per alcuni è tale e per altri no: “maestro, cosa devo fare per avere la Vita eterna?”
        “Va, OSSERVA I COMANDAMENTI, poi vieni e seguimi” : di osservare i Comandamenti lo avrebbe detto a tutti, a chiunque. Altro discorso sono i peccati veniali, ma per questo basta leggere il CCC.
        “Gesti di accoglienza e di umanità” ecc ecc lli si trovano anche in tutte le altre religioni; che cosa è, dunque, che fa la differenza tra le altre religioni e la Chiesa Cattolica? La parola di VERITA’, la assoluta conoscenza spiegazione di ciò che rende infelice l’uomo , e cioè il diavolo che incatena l’anima a sè col peccato…semplicemente per portare l’anima all’inferno; infatti, nei luoghi di forte preghiera -quali possono esser i santuari mariani (v. Medjuogorje)- pullulano i confessionali, che strabordano di anime contrite (persone pentite).
        Questa è la vera Chiesa, colei che con una mano ti dà un forte schiaffo ( mano che più tardi baceresti ed imbalsameresti come fece la Maddalena ai Piedi di Gesù) e mano che poi ti accarezza…. ma senza lo schiaffo non si andrà molto lontano…
        Questo è quello che penso io .Sbagliato o giusto che sia.
        Grazie, Doroty.

      • Sebastiano says:

        Cara Doroty, ho l’impressione che l’inizio e la chiusura di questo tuo intervento manchino di una parola fondamentale: la Verità. La salvezza dell’umano, che avviene sempre tramite la misericordia di Dio, se viene sganciata da codesta parolina, è solo un moto sentimentalistico da pacca sulle spalle, da “scurdammece ‘o passato”.
        Il “si vedrà caso per caso” (e ancora di più la conclusione finale) mi pare l’escamotage in perfetto stile “nascondiamo la polvere sotto il tappeto”. San Thomas Moore non sarebbe affatto d’accordo. E infatti ci ha messo la capoccia.

        • doroty says:

          @Susanna e Sebastiano. Innanzitutto vi ringrazio per le vostre argomentazioni che condivido ma io penso che voi non tenete conto che oggi non ci sia piu’ cognizione del significato della parola peccato e che probabilmente non si conoscano neppure i 10 Comandamenti percio’ le vostre parole potrebbero sembrare assurde e senza senso in una societa’ che non e’ piu’ cristiana. Siamo come agli inizi del cristianesimo. Ecco, forse sarebbe utile conoscere come vivevano e si comportavano i primi cristiani in una societa’ completamente pagana. Poi, riguardo all’ultima frase del mio post vorrei precisare meglio. Per stabilire se un matrimonio possa essere valido o nullo e’ assolutamente necessaria una valutazione individuale da parte del Vescovo ed e’ con riferimento a questi due stati che l’accostamento alla Eucaristia puo’ essere ritenuto peccato oppure no.
          Comunque grazie ancora perche’ non sono state dette parole vuote e reattive.

          • SUSANNA ROLLI says:

            ..Ciao Doroty,
            in una società completamente pagana è arrivato “improvvisamente” Gesù che ha detto quel che ha detto ed ha fatto quel che ha fatto..Semplicemente perchè DAVVERO aveva una grande passione, cioè quella di SALVARE le anime e dar loro l’acqua che zampilla pe rla vita eterna (cioè Lui stesso).
            Quanto ai 10 Comandamenti c’è da dire che essi sono scritti da Dionel Cuore dell’uomo (non uccidere, no nrubare, no ndire le bugie..lo senti che non è cosa buona se lo fai!!).
            Tu parli tanto di umano nel tuo precedente…Oggi le anime anelano e vorrebbero dissetarsi del DIVINO, consapevolmente o meno.

            ciao

          • SUSANNA ROLLI says:

            Doroty,
            avevo risposto -e te pareva!- al tuo del 28 h 13:07, ma non compare…
            Cenerentola chiama Redazione, prima che arrivi la mezzanotte, sennò poi il principe mi vede come sono realmente e se la svigna col ranocchio…(doveva essere la principessa ma chi ci capisce più niente!!!!).

    • jb Mirabile-caruso says:

      SUSANNA ROLLI: “Perché voi avete capito cosa sta a cuore in questo momento
      ………………………storico preciso alla Chiesa?”……………………………………..

      Le dirò, signora Rolli, ciò che io ho capito: la Chiesa, in questo particolare momento storico, si ritrova fortemente infiltrata dalla Massoneria il cui obiettivo – storico anche questo – è quello di distruggerla.

      Per Massoneria, è bene chiarirlo, io intendo specificamente l’attuale selvaggia Finanza massonica che ambisce al controllo planetario, alias Nuovo Ordine Mondiale. Il Sinodo – unitamente a quello straordinario precedente – è stato dominato dalla sua influenza, e la specifica manovra che si sta portando avanti è la “decentralizzazione” della Chiesa in connessione con la questione dei cattolici divorziati. Lei certamente ricorderà che, storicamente, la gestione processuale per l’annullamento dei matrimoni era “centralizzata” nel Vaticano, e NON senza una ben precisa e validissima ragione: prevenire che questo delicatissimo procedimento decisionale potesse subire individualistiche interpretazioni della dottrina della Chiesa.

      Adesso, con l’assegnazione ai Vescovi di questa delicatissima responsabilità perché i casi sono una moltitudine ed ogni caso è unico e deve essere trattato isolatamente com’è giusto che sia, noi avremo centinaia di Vescovi che emetteranno sentenze diverse a seconda della propria personale interpretazione della dottrina e, potenzialmente, sacrificando questa alle condizioni socio-culturali del contesto sociale a cui i divorziati appartengono.

      Non occorre alcuna immaginazione per capire che questa decentralizzazione sarà l’inizio della fine della Chiesa. Sortirà, come minimo, un nuovo scisma! La Massoneria avrà comunque raggiunto il suo obiettivo!

      Cordialmente.

      • SUSANNA ROLLI says:

        @ Mirabile
        Ti ho letto, ti risponderò dopo, adesso vado a fare i tortelli….

      • SUSANNA ROLLI says:

        Mirabile-Caruso………………………………………………………………………………………………………………..
        C’è una Forza -antica e sempre nuova- che sta facendo i suoi passi come è giusto che sia, ben calcolati. Sa essere brezza leggera enello stesso tempo vento impetuoso..E’ Maria, ed è Lei la Madre della Chiesa.
        Tiene bene a mente questo! Altrimenti detta “Terrore dei demoni”.
        “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”.
        DiamoL e una mano!!

      • Fabio says:

        A parte la Massoneria questa impostazione assomiglia al conciliarismo , tesi che attribuiva nel sec .XV ai vescovi un potere gerarchico locale indipendente dal Papa e fu sostenuta da vescovi nordeuropei in particolare svizzeri tedeschi e francesi (tra cui il famoso Cauchon che condanno’al rogo S.Giovanna d’Arco e mori’scismatico) .
        Il conciliarismo fu condannato come eresia dal Concilio di Basilea Ferrara Firenze.

  5. To_Ni says:

    Il problema quindi si riduce al dopo sinodo e l’interpretazione fantasiosa che possono fare i giornali, cosi come hanno fatto con le parole di papa Francesco per inventarsi aperture inesistenti, sia come hanno fatto con Papa Benedetto XVI per ingiuriarlo (perché questo le canaglie hanno fatto). E questo potere di cambiare assolutamente le cose ricorrendo alla menzogna in modo spregiudicato è l’aspetto non solo più viscido ed inquietante ma anche la prova che esiste una pianificazione a manipolare la realtà secondo un precisa direzione.

  6. underwater says:

    Siccome la lettera non gli piace, i giornalisti italiani stanno cercando di contrapporre “spirito del Sinodo” e lettera. È la stessa truffa vista in atto nel 1965. Stavolta, però, i vescovi devono placarla subito!

  7. james says:

    non capisco veramente cosa si teme.
    che la chiesa abiuri alla sua dottrina o che le forze del male stiano penetrando dentro la Chiesa stessa?
    non mi pare proprio. un conto è un’apertura un conto è il cambiamento della dottrina
    io dò fiducia a questo papa, sapendo che nella vita della chiesa comunque chi “comanda” è lo Spirito Santo.
    Se la chiesa è sopravvissuta a tutta una serie di papi drammatici nella storia, lo continuerà a fare anche oggi e fino a quando il buon Dio deciderà che questo mondo dovrà esistere

    • Fabio says:

      Io consiglio a tutti di leggere la storia di Gisele ,donna inglese , sull’ultimo numero di Tracce.
      E’ un percorso il suo che secondo me racchiude tutte le preoccupazioni di Papa Francesco e dei padri sinodali anche grazie alla serieta’ di Gisele che divorziata risposata che si accorge un giorno di desiderare ancora
      il Corpo del Signore non ha cercato soluzioni facili e immediate e non e’ mai scaduta nella polemica e
      nella pretesa, ma ha iniziato un lavoro su di se’ e come in un miracolo alla fine ha veramente riscoperto Cristo e l’ha fatto riscoprire a tutta la comunita’.

      • Fabio says:

        I Motu Proprio che agevolano le cause di nullita’ emessi dal Papa prima del Sinodo secondo me rendono piu’facile un percorso vero cone quello di Gisele.

        E mettono un valido strumento di verifica nelle mani di tanti sacerdoti che gia’ora sono preoccupati della responsabilita’ che il Sinodo mette sulle loro spalle.
        Nel senso che al divorziato risposato che chiedera’loro l’Eucarestia essi potranno chiedere un lavoro di
        verifica della propria vita passata e presente ,come spontaneamente, liberamente ed intelligentemente ha fatto Gisele.

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