Dopo matrimonio gay e aborto, pronta l’eutanasia per l’Irlanda

John Halligan, che guida un ministero minore all’interno del governo, ha dichiarato che una legge sull’eutanasia sarà presentata al Parlamento «entro poche settimane».

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L’Irlanda vuole fare en plein. Dopo l’approvazione via referendum del matrimonio gay (2015) e il via libera all’aborto (2018) il governo è pronto ad aggiungere un nuovo tassello legislativo per fare in pochissimi anni dell’isola, un tempo rinomata per la sua tradizione cattolica, uno dei paesi più progressisti al mondo. John Halligan, che guida un ministero minore all’interno del governo, ha infatti dichiarato che una legge sull’eutanasia sarà presentata al Parlamento «entro poche settimane».

DOPO L’ABORTO. L’obiettivo è che tutti possano raggiungere «un fine vita carico di dignità e pace», soprattutto in un momento in cui, come ha scritto un editorialista dell’Irish Independent, Ian O’Doherty, «la nostra popolazione invecchia, il sistema sanitario non funziona e siamo davanti a una bomba a orologeria demografica che non farà che peggiorare. “Il mio corpo, la mia scelta” è uno slogan che non si applica solo all’aborto, ma a ciascuno di noi».

IRLANDESI FAVOREVOLI. Il ministro di Alleanza indipendente aveva già cercato di far approvare il suicidio assistito nel 2015, ma l’indizione di nuove elezioni generali bloccò tutto. Adesso Halligan è convinto che la società irlandese sia pronta per accettare anche l’uccisione dei vecchi e dei malati, visto che con il referendum sull’aborto ha dimostrato di avere «coraggio e compassione» per permettere la soppressione dei non nati. «I sondaggi dicono già che la gente è favorevole. Il problema sarà ottenere il consenso del Dáil (Parlamento, ndr)».

«COCCOLATI A MORTE». La volontà di introdurre una legge sull’eutanasia conferma quello che diceva John Waters a tempi.it all’indomani del referendum sull’aborto: «I nostri leader politici non guidano nulla, seguono la corrente. Fingono di guidare il cambiamento. L’unico vero cambiamento è che l’Irlanda non ha più leader politici da quando siamo diventati un paese dipendente dall’Unione Europea e dalle multinazionali americane e tedesche. I nostri politici sono diventati fattorini (“messenger boys”), yes men, strumenti di poteri esterni all’Irlanda. Seguono le istruzioni dei loro padroni, sono strutturalmente incapaci di essere delle guide. La mutazione antropologica degli irlandesi è in pieno corso, è ininterrotta, la subiamo anche mentre dormiamo. Siamo coccolati dallo Stato e dalla cultura dominante, siamo coccolati a morte. La morte dell’anima».

Foto Ansa

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