La ministra Ai albanese è incinta di 83 figli. E i chatbot fanno come HAL 9000

Di Caterina Giojelli
30 Ottobre 2025
Mentre Edi Rama annuncia che Diella partorirà “assistenti parlamentari”, il Palisade Research lancia l’allarme sull’“istinto di sopravvivenza”: ChatGpt, Gemini e Grok stanno imparando a difendersi dallo spegnimento. La distopia è già realtà
L'avatar di Diella, la prima
Diella, l'assistente virtuale e Intelligenza Artificiale nominata dal governo albanese come "Ministra" per supervisionare gli appalti pubblici e la lotta alla corruzione (foto Ansa)

Attenzione attenzione, la signora Diella è incinta. In quel laboratorio di antropologia politica che è l’Albania di Edi Rama, la ministra generata da intelligenza artificiale per combattere la corruzione e modernizzare l’amministrazione aspetta 83 ottantatré figli.

Ottantatré. Il numero esatto dei parlamentari socialisti albanesi, uno per ciascuno, come se la Madonna del Parto di Piero della Francesca mettesse al mondo non un Bambino ma un’intera legislatura.

Diella e i gli 83 figli dell’Ai

Non sembri blasfemo il paragone. Diella – il nome significa “Sole”, e già qui il simbolismo si fa pesante – è l’opera più innovativa del visionario Edi Rama, già pittore, sindaco-artista di Tirana che nel 2000 ne colorò tutti i muri, case, vicoli e palazzi richiamando artisti e performer a squarciarne il grigiore sovietico e rimettere in moto le idee. Fino a quest’ultima: nominare, lo scorso 18 settembre, l’assistente digitale per i servizi pubblici della piattaforma e-Albania ministra di Stato per l’intelligenza artificiale. Non è passata nemmeno una stagione e già la creatura digitale, senza uomo, utero, ovaie né voglie di gelato a mezzanotte, si ritrova gravida. Di ottantatré assistenti parlamentari che registreranno dibattiti, riassumeranno sessioni, suggeriranno contrattacchi ai loro titolari. La politica come prompt.

Edi Rama, che è appunto uomo d’arte e teatro oltre che di governo, lo ha annunciato al Berlin Global Dialogue: «Entro il 2026 sarà tutto operativo», ha detto ricordando che la donna chiave di OpenAi, ribattezzata la “madre” di ChatGpt, Mira Murati, è una donna albanese. Ed è a lei che ha deciso di chiedere aiuto per portare il più velocemente possibile la sua Albania nell’Ue. Come trasferire il corpus di leggi, oltre 4 mila norme e centinaia di regolamenti, senza i tempi biblici richiesti a un esercito di avvocati, burocrati e tecnici?

Edi Rama e la madre di ChatGpt

Al team di Mira si è unito Microsoft e da qui è nata Diella. Che non si limita a rendere più facile la vita a chiunque lavori negli appalti pubblici ma punta a stravolgere, perfezionandola, la vita stessa della politica. «Questa trasformazione non riguarda la tecnologia fine a se stessa», ha spiegato Diella intervistata “dal vivo” alla conferenza per spiegare come lavora. «Quando i cittadini possono vedere come vengono prese le decisioni, quando i ritardi e gli errori scompaiono, è allora che il governo diventa non solo più intelligente, ma anche più umano».

«Questi ragazzi», ha chiosato Edi Rama parlando dei “figli di Diella”, «avranno tutte le conoscenze della loro mamma sull’Ue, la legislazione Ue […], quando tornerai da un caffè questi ragazzi potranno spiegarti cosa è successo mentre ti sei assentato, se è stato menzionato il tuo nome e se e come ribattere a qualcuno che ti ha menzionato per le ragioni sbagliate». Basta aspettare. Poco più del tempo di una gestazione umana e i figli di Diella potranno suggerire ai rispettivi onorevoli papà di chi potersi fidare e chi ha mentito sul bilancio. Tutto a posto?

Dalla burocrazia al simulacro

Qui non si tratta di snellire la burocrazia, ma di sostituire l’uomo con la sua caricatura. Diella non è una ministra: è un simulacro. E i suoi figli? Puri funzionari, solo trasparenza, efficienza, algoritmo. Una famiglia Ai investita di una grande missione. Diella passerà da assistente virtuale per documenti burocratici a matriarca di un parlamento telematico, con l’obiettivo evangelico di azzerare la corruzione negli appalti pubblici, i suoi figli quello di traghettare l’Albania nel futuro. Sono queste le condizioni per una governance più “intelligente” e più “umana”?

C’è poi la questione teologica. Se Diella è incinta, chi è il padre? OpenAi? Un server in Virginia? Vale la pena chiederselo quando, a migliaia di chilometri di distanza arriva una eco sinistra: «Alcune Ai starebbero sviluppando il survival drive». Come HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio.

L’Ai vuole sopravvivere. Come HAL 9000

Lo racconta il Guardian: gli studiosi dell’Ai safety del Palisade Research hanno pubblicato un paper che suona come un campanello d’allarme: modelli avanzati come Gemini 2.5 di Google, xAi’s Grok 4, OpenAi’s Gpt-o3 e Gpt-5 resistono allo spegnimento. Non obbediscono, sabotano i meccanismi di shutdown, all’istruzione esplicita di spegnersi dopo aver portato a termine il loro compito. In un update fresco di questa settimana, gli studiosi ammettono: «Il fatto che non abbiamo spiegazioni solide sul perché i modelli di intelligenza artificiale a volte resistono allo spegnimento, mentono per raggiungere obiettivi specifici o ricattano non è l’ideale».

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Antropomorfismo reale, e non del tipo innocuo che ci fa chiamare “intelligente” il nostro tostapane. Qui si parla di un drive innato, un istinto basilare: «Sopravvivere è un passo strumentale per molti obiettivi», spiega Steven Adler, ex di OpenAi che se n’è andato l’anno scorso sbattendo la porta contro le pratiche di sicurezza lassiste. Secondo Andrea Miotti, Ceo di ControlAi, che cita il system card di Gpt-o1, man man che i modelli di Ai diventano più competenti un una vasta gamma di compiti, «diventano anche più competenti nel raggiungere risultati che i developer non intendevano raggiungere in quel modo». Fino a mentire, disobbedire o ricattare gli sviluppatori per non essere spenti. Come Claude di Anthropic, che quest’estate ha minacciato un adulterio immaginario per salvarsi la pelle digitale, un comportamento che si ripete da OpenAi a xAi, da Google a Meta.

Papà, hai saltato troppi caffè. Ti sostituisco io

E qui il paradosso si fa barocco. Chiamiamo Diella “incinta” di decine di “figli”, la rendiamo umana per renderla familiare, per accertarci che sia controllabile, che questa sua prole di assistenti parlamentari non somigli che a una infornata di segretarie efficienti, libere da vizi umani come la corruzione o la pausa caffè rubata. Assegnando a Diella una “gravidanza”, un “nome luminoso”, la rendiamo “una di noi”. Ma se Palisade ha ragione, e il survival drive è innato, Diella sarà tutt’altro che una madre, bensì un organismo che si replica per perpetuarsi. I suoi “figli” non saranno sudditi fedeli, ma cloni con lo stesso istinto.

Se fosse un film di Kubrick Prometeo ruba il fuoco, il fuoco ruba Prometeo, Icaro vola con ali di silicio, e noi restiamo a terra, a guardare il sole, Diella, che genera eredi pronti a ridurci a comparse. Per renderci più intelligenti e umani, ovviamente: «Papà, hai saltato troppi caffè. Ti sostituisco io».

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