Dieci domande dopo le dimissioni del ministro Maurizio Lupi

Il ministro delle Infrastrutture ha rassegnato le sue dimissioni in seguito all’inchiesta sulle Grandi Opere. Qualche interrogativo

++ Renzi, fare di tutto per rimettere in moto economia ++Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha rassegnato le sue dimissioni in seguito all’inchiesta sulle Grandi Opere. Leggete qui e poi rispondete a queste domande.

  1. Perché un ministro non indagato si deve dimettere?
  2. Se un ministro non indagato si deve dimettere, significa che oggi i sottosegretari del Pd indagati si dimetteranno?
  3. Se le “colpe” dei figli (Luca Lupi che ha accettato in regalo un orologio) ricadono sui padri, significa che le “colpe” dei padri (Tiziano Renzi, indagato per bancarotta fraudolenta) ricadranno sul figlio?
  4. Chi comanda in Italia: Matteo Renzi o le Procure?
  5. Chi comanda in Italia: Matteo Renzi o i giornali istruiti dalle Procure?
  6. Se bastano pm e giornali, a cosa servono giudici, processi, tre gradi di giudizio? Non sarebbe meglio abolirli in nome della spending review?
  7. Costano di più due anni di intercettazioni o un «vestito di alta sartoria» da 700 euro?
  8. Avete mai inoltrato via email il curriculum di un giovane disoccupato? Occhio, è una cortesia che potrebbe essere usata contro di voi.
  9. Cari colleghi giornalisti, avete mai raccomandato in tv o sui giornali un libro, un dvd, un ristorante? Occhio, è una cortesia che potrebbe essere usata contro di voi.
  10. Che cosa ci resta a fare Ncd in questo governo?

Foto Ansa