Cortina, assessore: «Dal Fisco azione intimidatoria, senza precedenti»

Il 30 dicembre 80 agenti dell’Agenzia delle Entrate hanno fatto un blitz a Cortina d’Ampezzo controllando bar, negozi, hotel, ristoranti e clienti. Intervista all’assessore al Commercio di Cortina d’Ampezzo Luca Alfonsi: «È stato un intervento massivo, che non ha pari nella storia italiana, hanno danneggiato la nostra economia»

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È dal 30 dicembre che Cortina subisce un blitz da parte di 80 ispettori dell’Agenzia delle Entrate. La lotta all’evasione fiscale non si è fermata per le feste e gli agenti hanno messo a soqquadro la Regina delle Dolomiti, dove si concentra il più alto numero di vip del nostro paese. Luca Alfonsi, assessore al Commercio di Cortina d’Ampezzo, racconta a Tempi.it che cosa è successo.

Vi aspettavate un intervento di questa entità?
«No, è stato un intervento massivo, che non ha pari nella storia italiana. Venerdì 30 dicembre si sono presentati circa 80 componenti dell’Agenzia dell’Entrate. Non si sa da dove, probabilmente da Roma. Il Comando della Guardia di Finanza di Cortina non ne sapeva nulla e si è pubblicamente dissociato. Si sono sparsi tra i bar, i ristoranti, gli alberghi e i negozi facendo controlli, chiedendo documenti contabili e controllando il numero degli avventori».

Hanno esagerato?
«Come assessore al Commercio di Cortina non entro nel merito, ma rifiuto il metodo. Questi controlli potevano essere fatti la settimana successiva, evitando disagi per negozianti e clienti. È stata un’azione di disturbo, non di controllo, che non rispetta le aziende e le persone che creano occupazione. Insomma, è stata un’intimidazione che ci ha danneggiato».

Il metodo che contestate è quello della spettacolarizzazione del fatto?
«Sì. Capisco che l’Agenzia delle Entrate voglia fare controlli senza contattare preventivamente, ma la modalità scenografica con cui è stato condotto il blitz, usando un palcoscenico vistoso come quello di Cortina, è un colpo di teatro che chi ha a cuore la correttezza non può vedere come positivo».

L’Agenzia delle Entrate ha trovato delle irregolarità?
«Non ho ancora avuto modo di parlare con tutti i commercianti. Che io sappia, no. In ogni caso, di Cortina bisogna andare fieri. Siamo conosciuti in tutto il mondo. Offre un servizio che non ha pari su tutto l’arco alpino italiano. È giusto che si controlli, salvo non disturbare gli operatori e i clienti. In una pizzeria, i membri dell’Agenzia delle Entrate hanno occupato un tavolo per dodici ore mentre fuori dal locale si creava la coda. Hanno fermato persone sulle piste da sci, chiedendo documenti e le ragioni della loro trasferta a Cortina. Un intervento così nel weekend di san Silvestro è gravemente deleterio per l’economia».

Quindi pensa che abbia ragione Beppe Grillo, quando dice: «Se Equitalia è diventata un bersaglio, bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze»?

«No, di Beppe Grillo penso tutto il male possibile. Non sono d’accordo con la pesantezza delle affermazioni del comico. Equitalia fa il suo mestiere. Tuttavia, bisogna che ci sia un rapporto più civile tra contribuente e fisco. Altrimenti, la gente si arrabbia».

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