Sconfitti alla Corte suprema da Hobby Lobby, i democratici Usa rispondono con «la legge sull’aborto più radicale mai discussa al Congresso»

La norma proposta dal senatore Blumenthal cancellerebbe in un colpo solo tutte le restrizioni a tutela della vita introdotte dai singoli stati negli ultimi anni

Dopo che il 30 giugno una sentenza della Corte suprema americana ha sollevato l’azienda Hobby Lobby dall’obbligo di fornire ai propri dipendenti piani assicurativi sanitari comprensivi di copertura per aborto e contraccezione, al Congresso di Washington si è scatenata l’offensiva liberal. Alla lettura del verdetto, che riguarda solo le imprese for profit a conduzione familiare (mentre per le aziende no profit la disputa è ancora aperta nei tribunali), il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha reagito denunciando che la decisione dei giudici «mette a repentaglio la salute delle donne», e ha invitato il parlamento a ribaltare la sentenza.

CONTRO LA CORTE SUPREMA. Così il 9 luglio i senatori democratici Patty Murray e Mark Udall hanno annunciato in una conferenza stampa l’introduzione al Congresso del “Protect Women’s Health From Corporate Interference Act”, un disegno di legge per “proteggere la salute delle donne dalle interferenze delle aziende” intesa proprio a ribaltare la sentenza della Corte suprema sul caso Hobby Lobby e a far valere per tutte le aziende il contraceptive mandate previsto dalla riforma sanitaria di Obama, senza alcun riguardo per l’eventuale obiezione di coscienza dei datori di lavoro.

ABORTO SENZA LIMITI. In questi giorni, poi, alla commissione Giustizia del Senato si discute un’altra norma proposta dal senatore democratico Richard Blumenthal con lo scopo di dichiarare nulle tutte le leggi votate dai parlamenti nazionali per proteggere la vita e limitare l’aborto. Il bill, naturalmente intitolato sempre alla “difesa della salute delle donne”, ricalca l’abbandonato “Freedom of Choice Act”, sostenuto a suo tempo (2007) dallo stesso Barack Obama, all’epoca senatore dell’Illinois: se il “Women’s Health Protection Act” passasse sarebbe vanificato in un colpo solo tutto l’enorme sforzo compiuto negli ultimi anni dal movimento pro life, grazie al quale in molti stati della federazione sono state approvate norme a difesa della vita.

MAI COSI’RADICALE. Addio dunque all’obbligo per le madri, previsto in 32 stati, di ricevere informazioni sul bambino in grembo, addio ai divieti di praticare aborti per il personale non medico, addio al divieto introdotto in 20 stati di abortire a stadio gestazionale avanzato. In 29 stati decadrebbero le norme sugli standard di sicurezza necessari per aprire cliniche abortive o per operare in esse, così come tutti i regolamenti sull’aborto chimico o i limiti all’uso dei fondi pubblici. Verrebbe meno anche la legge sull’obiezione di coscienza ora vigente ovunque. La proposta era già stata presentata lo scorso novembre ma era rimasta ignorata. Ora, però, a quattro mesi dalle elezioni di metà mandato, i liberal sono tornati alla carica con «la legge sull’aborto più radicale che il Congresso abbia mai discusso», ha commentato Carol Tobias, il presidente del National Right to Life Committee, chiamato a testimoniare di fronte alla commissione Giustizia del Senato.