Coraggio ministro Boccia, difenda la vita sempre e comunque

Il nuovo Dpcm ha l’obiettivo di “difendere la vita”. Si usi la stessa intenzione anche per aborto e eutanasia

Caro direttore, il ministro Francesco Boccia, a proposito del nuovo Dpcm (anch’esso incostituzionale, come tutti i precedenti), ha detto che l’obiettivo del governo è quello di «difendere la vita». Finalmente, potremmo dire, c’è un governo che desidera difendere la vita. Vorrei, però, aiutare l’onnipresente Boccia (il problema è che tutti i ministri, tranne quello dell’università, sono onnipresenti e quindi creano confusione) a non essere troppo ipocrita e quindi gli suggerisco di usare la stessa frase favorevole alla vita quando si affronteranno i problemi relativi all’aborto, all’eutanasia, all’aiuto al suicidio e così via. Infatti, su tutti tali temi, non mi sembra che il governo in carica abbia particolarmente a cuore la difesa della vita.

Sull’aborto, ad esempio, il ministro alla Salute, così impegnato a difendere la vita contro il coronavirus, ha assunto un’iniziativa tesa a rendere addirittura banale il porre fine ad una vita esistente nel seno di una madre. Speranza vorrebbe rendere “domiciliare” l’aborto, sottraendolo ad ogni verifica sociale, come prevede persino la peraltro orribile legge. In questo caso, non vi è stata alcuna preoccupazione di “difendere la vita”, eppure il ministro Boccia è stato zitto, come lo è stato di fronte alla liberalizzazione anche per le ragazze minorenni della c.d. pillola del giorno dopo. Con l’aborto, viene interrotta violentemente una vita, ma Boccia tace.

E tace anche in tema di eutanasia, malgrado vi siano spinte culturali e politiche enormi ad allargare sempre di più i casi nei quali una vita può essere interrotta anticipatamente rispetto alla natura. In Europa, la situazione è addirittura tragica e pazzesca. In Olanda, ad esempio, il primo ministro (quello stesso che non voleva dare aiuti economici all’Italia) ha proposto una legge che permetta l’eutanasia nei confronti di chi ha compito i 75 anni, data ritenuta dal barbaro olandese come l’ultima utile all’umanità. L’Olanda, così, vorrebbe far fuori in un sol colpo quasi tutti i capi di Stato europei e mondiali ed anche il Papa. Vi sono tante persone che dopo i 75 anni danno il meglio di sé, ma all’avido Rutte non importa: l’importante è affermare pubblicamente una cultura di morte. E l’europeista Boccia tace, come tace anche sull’aiuto che la cultura radicale vorrebbe dare a chi desidera suicidarsi.

Forza ministro Boccia: non sia ipocrita. Abbia il coraggio di opporsi al pensiero dominante del suo Governo, così generoso nel seminare strumenti distruttivi, invece che “difendere la vita” sempre e comunque. Coraggio ministro Boccia: se vuole passare alla storia, difenda sempre e comunque la vita e non solo durante questa pandemia, che prima o poi finirà. E quando finirà, il Ministro Boccia vorrà contraddire quello che ha detto oggi circa la difesa della vita?

Peppino Zola