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Non c’è più il mondo di prima. L’Europa se ne è accorta?

Di Emanuele Boffi
20 Luglio 2026
L’ad di Eni Claudio Descalzi l’ha detto senza giri di parole: dopo Covid, guerra in Ucraina e crisi di Hormuz non si può pensare di andare avanti a furia di politiche green e incentivi. Qualcuno lo ascolterà?
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto Ansa)
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto Ansa)

A furia di combattere il surriscaldamento climatico abbiamo prodotto l’inverno energetico. È questa la conseguenza dell'ideologia green che, soprattutto in Europa, ci ha creato un problema grosso come un continente. L’ha spiegato bene la settimana scorsa Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, durante la sua audizione alla commissione Attività produttive della Camera, in cui, mettendo in fila le grandi crisi degli ultimi anni (Covid, guerra in Ucraina, chiusura dello Stretto di Hormuz) ha fatto capire che le ricette green europee sono masochistiche. «Negli ultimi cinque anni ci sono state tre crisi energetiche molto forti legate al Covid, alla guerra in Ucraina e a quella in Medio Oriente che non si sono viste nemmeno in quattro cicli energetici, ovvero dagli anni Ottanta», ha detto De Scalzi. Ha riassunto bene Nino Sunseri sullaVerità:

«Il rischio, secondo Descalzi, è proprio questo: che l’Europa abbia deciso di trasformarsi nel museo più ecologico del pianeta. Con tante be...

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