«Con la legge “spazza corrotti” Di Maio passa, Casaleggio resta»

«Nessuno potrà più sostituire Rousseau, blindata per decreto e non più solo per statuto del partito». Il grillino Marco Canestrari ci racconta come il ddl anticorruzione darà a Casaleggio potere assoluto sul M5s

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«È finalmente in arrivo la norma salva Casaleggio che tutti aspettavamo. È nascosta nella legge anticorruzione di Alfonso Bonafede». Per tutti Marco Canestrari è l’ex braccio destro di Grillo e Casaleggio, per anni si è occupato del blog del comico genovese e di curare, per conto della Casaleggio Associati, i rapporti con i MeetUp. Oggi invece vive a Londra, fa il programmatore informatico ed è ben contento di trovarsi «lontano anni luce» dalla «casta degli anticasta» sulla quale tutto quello che aveva da dire l’ha scritto nel libro Supernova insieme a Nicola Biondo, giornalista giudiziario, che ha dato vita e diretto per oltre un anno l’ufficio comunicazione del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, chiamato e voluto da Gianroberto Casaleggio.

Canestrari conosce il verbo grillino ed è bastato un suo tweet per scatenare politica e giornali sul decreto recante “misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”. «E cosa dice l’articolo 9 della legge anticorruzione?», chiosa approfondendo con tempi.it i contenuti del pezzo pubblicato sul suo portale e ripreso da tutti nelle ultime ore. «Forse qualcuno tra di voi ricorderà la legge Mammì che regolamentò il settore radiotelevisivo: quella norma fu chiamata “legge Polaroid” perché invece di regolamentare un settore dominato, nel privato, da Fininvest fotografò lo status quo dell’epoca rendendo legale, per i decenni a venire, il duopolio televisivo che ha drogato il settore in Italia fino a pochi anni fa. Come fa correttamente notare Nicola Biondo, siamo nella stessa situazione: la legge “spazza corrotti”, come l’hanno chiamata, legittima il sistema Casaleggio, che controlla di fatto il partito grazie allo Statuto del M5s scritto da Luca Lanzalone».

Canestrari, perché lei afferma che la legge “spazza corrotti” legittima e cristallizza il sistema Casaleggio?
Perché risolve quattro problemi. Uno: dà una copertura legale al fatto che un’associazione privata, Rousseau, si occupi, di fatto, dell’amministrazione del partito, processi democratici e raccolta fondi da parlamentari e simpatizzanti. Due: autorizza Rousseau, rafforzando la normativa sulla privacy, a non rivelare i donatori sotto i 500 euro, cioè la quasi totalità dei supporter del Movimento. Tre: obbliga i partiti a essere legati a una e una sola associazione o fondazione, evitando quindi possibili scalate interne. In altre parole, nessuno dal Movimento potrà sostituire Rousseau, che viene così blindata per legge e non più solo per statuto del partito. Quattro: obbliga a tenere separati gli organi direttivi di partiti e associazioni ad essi legati, mettendo al riparo Davide Casaleggio (presidente di Rousseau) da eventuali interferenze provenienti dal partito nella gestione dei soldi che raccoglie con Rousseau.

Ma esiste un dibattito interno? In altre parole, i parlamentari del Movimento si accorgono di essere usati, eterodiretti? E se è così, perché non reagiscono?
I parlamentari con più “anzianità” conoscono perfettamente la situazione, probabilmente è per questo che è stata proposta una norma simile a tutela dello status quo. Che al momento conviene a tutti, ma in futuro chissà…

Lei dice che tra i parlamentari non è chiaro a quale titolo Casaleggio si occupi dei processi democratici e, soprattutto, di gestire il denaro. Qual è il metodo di Casaleggio e di cosa si tratta?
Casaleggio ha quel ruolo perché l’ha ereditato da suo padre, un po’ poco e molto imbarazzante in un paese democratico. Amministra Rousseau, la sua azienda e il think thank, l’Associazione Gianroberto Casaleggio, in totale autonomia, senza essere sottoposto ad alcun controllo democratico pur essendo legato al primo partito di governo.

Qual è l’agenda di Casaleggio ora e perché è predominante rispetto alla linea decisa dai parlamentari?
La sua agenda, per il momento, la conosce solo lui: noi osserviamo l’anomalia e la raccontiamo. Per capire come mai il suo ruolo sia predominante basta farsi una domanda: se qualcuno volesse chiedere e ottenere la sostituzione dell’associazione Rousseau e Casaleggio dai rispettivi ruoli, potrebbe farlo? La risposta, allo stato attuale, è no: Di Maio passa, Casaleggio resta.

Foto Ansa

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