Class action delle suore americane contro la riforma sanitaria di Obama. «Non daremo copertura assicurativa per gli aborti»

Le Piccole Sorelle dei poveri non rispetteranno la legge sull’assicurazione sanitaria voluta dal presidente Usa. «Non possiamo partecipare al programma del governo che fornisce l’accesso a farmaci che inducono l’aborto»

Una class action contro la riforma sanitaria di Barack Obama: è la strada legale che ha deciso di percorrere la congregazione delle Piccole Sorelle dei poveri, un ordine internazionale di suore cattoliche che si occupano di anziani bisognosi. Con l’HHS mandate, le suore (come tutti i datori di lavoro americani) sono costrette a fornire ai propri dipendenti copertura assicurativa per contraccettivi e aborti. Prestazioni sanitarie contrarie ai principi morali della Chiesa cattolica e che le suore non hanno intenzione di coprire, anche se potrebbero incorrere in multe milionarie.

CLASS ACTION. «In caso di successo», la class action «porterebbe la protezione non solo per le Piccole Sorelle, ma a centinaia di altre organizzazioni di servizio sociale religiose che usano fratelli cristiani per i loro benefici per la salute», spiega al National Catholic Register Mark Rienzi, consulente dell’associazione no profit Becket Fund, che segue la causa.
Le Piccole Sorelle dei Poveri hanno assunto un ruolo centrale in questo nuovo sviluppo legale. «Se si rifiutano di cambiare il loro piano di assicurazione per i dipendenti», prosegue Rienzi, «potrebbero pagare sanzioni di 100 dollari al giorno per dipendente, per un totale di milioni di dollari all’anno». «Nonostante il loro chiaro impegno religioso, di sensibilizzazione sociale», le Piccole Sorelle non possono qualificarsi per l’esenzione religiosa, che secondo la vigente normativa dell’amministrazione Obama è prevista per i soli luoghi di culto.

NON POSSIAMO VIOLARE I VOTI. Suor Lorena Marie, superiore per una delle province statunitensi di Piccole Sorelle, spiega in un comunicato che le suore non rispetteranno la legge e pagheranno le multe se sarà necessario. «Non possiamo violare i nostri voti, partecipando al programma del governo che fornisce l’accesso ai farmaci che inducono l’aborto», spiega Suor Lena. «Come tutte le Piccole Sorelle, ho giurato a Dio e alla Chiesa Cattolica Romana che tratterò la vita umana come un valore». Per suor Costanza il governo Obama le sta ricattando. Cerca di costringerle «a barattare parte della nostra fede con il proseguimento della nostra missione».
Le Piccole Suore, rassicura suor Costanza, anche a fronte della prospettiva di pagare 2 milioni in multe annuali, non hanno «alcuna intenzione» di fermare la propria missione negli Stati Uniti, confidando «nella Divina Provvidenza»: «Oggi, stiamo mettendo in pratica la fede, come ci è stato insegnato, sperando e pregando per una risoluzione di questo problema».

42 ASSOCIAZIONI. Le Piccole Sorelle dei poveri sono solo una delle 42 organizzazioni negli Stati Uniti che hanno deciso di affidarsi agli avvocati per tutelare la propria libertà religiosa. A far sperare che la class action possa avere un esito positivo c’è la recente vittoria processuale del colosso del “fai da te” americano, Hobby Lobby, a cui è stata riconosciuta l’esenzione dall’obbligo di fornire copertura assicurativa per i propri dipendenti anche per aborti e contraccettivi. Ma è una sentenza ristretta a un’azienda. La class action promossa dalle Piccole Suore, invece, ha la possibilità di fornire in un sol colpo una protezione a centinaia di organizzazioni cattoliche.