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Nelle città fantasma del Sud del Libano, campo di battaglia tra Israele e Hezbollah

Di Giancarlo Giojelli
18 Marzo 2026
Le strade devastate dalle bombe, le case colpite dai razzi. Tra i pochi che incontriamo, nessuno crede a trattative o a una tregua: «Lotteremo fino alla morte. Alla morte dei sionisti»
L’interno dell’appartamento colpito dall’artiglieria dell’Idf ad Haramoun, nel Sud del Libano, 17 marzo 2026 (foto Giancarlo Giojelli)
L’interno dell’appartamento colpito dall’artiglieria dell’Idf ad Haramoun, nel Sud del Libano, 17 marzo 2026 (foto Giancarlo Giojelli)

L’offensiva israeliana avanza a tenaglia. Nella notte missili su Haret Hreik, il cuore di Dahieh, la periferia sud di Beirut e sulla valle della Bekaa. Dalla collina cristiana di Achrafieh sentiamo le esplosioni devastare gli appartamenti poco lontano, dove i droni hanno segnalato la presenza dei capi jihadisti. Obiettivo di Israele non è solo eliminare i comandanti militari e i dirigenti della logistica di Hezbollah, ma interrompere le comunicazioni. Vitali in questa fase di guerra ormai aperta, che più a Sud si combatte sul campo. E proprio verso Sud andiamo, oltre il fiume Litani che da decenni segna il confine anche simbolico di questo conflitto. Un rigagnolo d’acqua, il Litani, o Leonte, ma divenuto con gli anni il limite del fronte di guerra e la linea di ogni tregua sistematicamente stabilita e subito violata. Haramoun, Libano, 17 marzo 2026 (foto Giancarlo Giojelli) Tra il Litani e la “Blue Line”, la linea di demarcazione con Israele presidiata dalle truppe Onu, non dovrebbero ...

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