Ciak, l’Olanda gira spot per l’eutanasia. «Vuoi morire? Chiamaci»

L’associazione Nvve approfitta delle paure del Covid per fare pubblicità alla “buona” morte. C’è anche una donna soffocata con un cuscino

Dopo aver annunciato la decisione di sospendere le attività a causa dell’emergenza per il coronavirus – seppur continuando a tenere seminari online e proponendo sconti sull’iscrizione – l’Associazione olandese per la libera eutanasia Nvve ha deciso di fare delle paure della pandemia un trampolino di lancio per nuove ed efficaci battaglie.

Se in prima battuta a chi dei suoi 172 mila iscritti protestava per la temporanea chiusura delle attività («se mi ammalo di Covid posso approfittarne per domandare di morire subito con l’eutanasia?») l’associazione rispondeva suadente «non è detto che si muoia di coronavirus, ci sono ottime possibilità di guarire. Pertanto il Covid-19 non può essere usato come scusa per ottenere l’eutanasia», oggi, terminato il lockdown, i procacciatori della buona morte riprendono le attività invitano tutti ad approfittare delle «molte domande su cosa sia una morte degna” sollevate dalle conseguenze del coronavirus per rivolgersi a loro, «domande sul fine vita? Siamo qui per questo».

SPOT PRO-EUTANASIA IN PRIMA SERATA

Ecco quindi organizzata un’opportunissima campagna pubblicitaria da trasmettere a tambur battente sui canali nazionali e nella fascia serale più seguita, su siti e social media, fatta di slogan e spot strombazzanti: «La nuova normalità è poter comunemente riprendere a parlare della fine».

Dal 20 luglio e per due settimane gli olandesi – che nel frattempo stanno assistendo a una nuova impennata dei casi di contagio tra i 20 e i 40 anni – incontreranno i primi tre volti dei consulenti Nnve Ingrid, Micaela e Luc, in attesa che parta a settembre una nuova campagna digitale fatta di nuovi volti e nuovi slogan.

INGRID E LA DONNA COL CUSCINO SULLA FACCIA

La protagonista del primo spot è Ingrid, elegante signora di mezza età, una nuvola di ricci candidi e due occhi azzurri che posa per uno shooting al fine del quale guarda fisso in camera invitandoti a rivolgerti a Nnve se cerchi qualcuno che “possa assecondare e regolare il tuo desiderio di morire”. Poi c’è Micaela, vicino alla sedia del regista che ti invita a “chiedere sempre”. Poi Luc, che ricorda che una risposta standard non esiste, “contattaci”.

Come ha riportato Avvenire, denunciando le pubblicità choc, «Su Youtube girano altri video promozionali decisamente crudeli. Per esempio quello di una donna che entra in un negozio che vende materassi, si distende su uno di essi, prende un cuscino e chiede alla commessa di premerglielo forte sul viso. “Ma così la soffoco”, le risponde. “È proprio quello che voglio”. La ragazza la guarda come se fosse pazza e la manda via. Ma una voce fuori campo esclama rassicurante: “Non preoccuparti, ci siamo noi!”».