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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

Chi confonde il conservatorismo col populismo non capirà mai il caso Giorgia Meloni

Giorgia Meloni
Foto Ansa

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Sugli Stati generali Jacopo Tondelli scrive: «Adesso, i populisti al governo fanno più o meno quel che farebbero tutti. Spaccano il capello in quattro. Contano i soldi fino all’ultimo centesimo. Prendono decisioni discutibili per definizione, ma in fondo razionali, come non tornare a tagliare le accise sulla benzina perché quei soldi e quelle entrate servono anche per trovare risorse “per i meno abbienti”. Hanno la fortuna, i populisti di governo di oggi, di avere davanti un’opposizione che nella sua componente parlamentare più numerosa pensa soprattutto alle regole del suo congresso (lo dice Enrico Letta, probabilmente quindi è vero), e questo è un bel vantaggio. L’altro – ormai consolidato – è quello di un giornalismo che non fa domande, e così si evita la fatica di dover elaborare le risposte. Davanti, tuttavia, a Giorgia Meloni, resta una sfida, che è anche un grande dubbio: sopravviverà alla propria normalizzazione che lei stessa ha deciso e voluto? Il caso della benzin...

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