Il Paese dei Normali
Il vedovo che ogni domenica prepara il pranzo per due persone
La domenica mattina Giuseppe scende presto a comprare il pane fresco. Passa dalla macelleria, prende due fette di vitello, un pezzo piccolo di parmigiano e una bottiglia di vino che conosce già. Compra sempre tutto per due persone.
La cassiera non glielo chiede più niente. All’inizio pensava arrivasse qualcuno. Un figlio, una donna, un’amica. Poi ha capito che la seconda persona non arriva mai.
Giuseppe torna a casa piano. Appoggia le chiavi sempre nello stesso punto. Apparecchia con calma. Due piatti. Due bicchieri. Due tovaglioli. Non per follia. Per abitudine che si è rifiutata di morire.
Sua moglie è morta da cinque anni. Lui non dice mai “mia moglie”. Dice ancora il nome. Carla faceva così. Carla cucinava meglio. Carla il vino lo metteva già in fresco. Parla di lei al presente come si parla delle cose che continuano a occupare spazio.
I figli gli hanno detto più volte che dovrebbe smettere. “Papà, ti fai male da solo.” Lui annuisce. Poi la domenica successiva ricomincia.
Manutenzione all’amore
Mentre cucina tiene la televisione accesa senza volume. Ogni tanto si gira verso la sedia vuota come se dovesse dire qualcosa. Una volta si è perfino alzato per prendere il sale e ha chiesto: “Ne basta poco, vero?”. Poi si è fermato da solo e ha sorriso.
Non sembra triste. O almeno non nel modo in cui la gente immagina la tristezza. Sembra un uomo che continua a fare manutenzione all’amore.
Dopo pranzo sparecchia entrambi i posti. Lava i bicchieri lentamente. Rimette tutto a posto.
Poi resta seduto qualche minuto davanti al tavolo vuoto.
Come chi aspetta ancora il rumore di una chiave nella porta.
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