Centrali nucleari made in Cina? Londra apre a Pechino, che non vede l’ora di conquistare anche l’Inghilterra

Il Regno Unito permette alle compagnie cinesi di investire nel settore dell’energia nucleare inglese. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia britannico George Osborne

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Il Regno Unito apre, anzi, spalanca le porte alla Cina permettendo alle compagnie della seconda economia più forte del mondo di investire nel settore dell’energia nucleare inglese. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia britannico George Osborne al termine del suo viaggio in Cina, dove è andato a caccia di nuovi investimenti.

CENTRALI NUCLEARI MADE IN CHINA. Secondo le previsioni del governo inglese, gli investimenti cinesi cominceranno sotto tono, con poche quote di minoranza in progetti energetici, ma nel tempo potrebbero ottenere quote di maggioranza in centrali nucleari di nuova generazione. L’obiettivo è far pagare meno l’energia ai contribuenti, grazie «a un nuovo grande passo nel rapporto tra britannici e cinesi, tra la più antica potenza nucleare civile del mondo e quella che cresce più velocemente».

PORTE SPALANCATE ALLA CINA. Questo accordo è giunto a pochi giorni dall’annuncio di Ed Davey, ministro inglese dell’Energia, secondo cui il Regno Unito «è vicinissimo» a firmare un contratto con la francese EDF Energy e una compagnia cinese per la costruzione di un nuovo impianto nucleare a Somerset. Osborne ha anche presentato il nuovo sistema di visti per permettere agli imprenditori cinesi e ai ricchi turisti di ottenere più facilmente i permessi per entrare in Inghilterra. Londra spalanca così le porte a Pechino, che non vede, dopo gli Stati Uniti, di mettere le mani anche sull’economia inglese.

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