Centrafrica: l’Onu autorizza l’intervento militare francese. Scontri nella capitale: almeno 105 morti

I sostenitori armati del presidente deposto Boizizé e di quello golpista Djotodia si sono dati battaglia a Bangui. «I cadaveri giacciono lungo le strade»

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La Francia invierà «rapidamente» nella Repubblica Centrafricana «circa 600 militari» per un totale di 1.200 uomini per cercare di fermare la guerra e le violenze che dal colpo di Stato del 24 marzo scorso investono il paese africano. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha autorizzato la missione da condurre insieme all’Unione Africana che avrà anche la possibilità di aprire il fuoco per riportare l’ordine.

SCONTRI NELLA CAPITALE. Nella capitale Bangui, intanto, sono ripresi gli scontri tra i ribelli islamisti della coalizione Seleka, che sostengono l’attuale presidente Michel Djotodia, e le forze fedeli all’ex presidente deposto Boizizé.
Secondo Reuters, che cita testimoni oculari, ci sarebbe stata una strage con almeno almeno 105 persone morte. «Ci sono state esecuzioni extragiudiziarie – afferma un uomo di Amnesty International presente a Bangui – Cinquanta cadaveri sono stati portati in una moschea. Altri cadaveri giacciono lungo le strade».

«ABBIAMO BISOGNO DEI FRANCESI». Per evitare una strage e difendere gli interessi nazionali, la Francia ha dispiegato nella capitale 250 uomini. «Dobbiamo porre fine a questa catastrofe umanitaria e ripristinare la sicurezza», ha detto il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.
Anche a Bossangoa ci sono stati scontri. I ribelli islamisti hanno cercato di attaccare i cristiani all’interno della concessione della Cattedrale ma sono stati fermati dai soldati della forza di interposizione Onu. Ha dichiarato a Reuters da un residente di Bangui: «Abbiamo bisogno dei francesi e in fretta. L’ultima volta che i Seleka hanno attaccato, sono morti molti cristiani. Questa volta potrebbe essere anche peggio».

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