Centinaia di estremisti attaccano scuola cristiana in Pakistan. Ma i genitori musulmani la difendono

È successo l’1 dicembre scorso quando l’imam di Azad Town ha annunciato in moschea che nella scuola cristiana il personale aveva strappato delle pagine del Corano. Genitori musulmani: «Non ha mai parlato contro l’islam».

Una scuola cristiana in Pakistan è stata assaltata da una folla di musulmani in seguito a presunte accuse di blasfemia. È successo l’1 dicembre scorso quando a Azad Town, vicino a Lahore (Punjab), l’imam della città ha annunciato in moschea che nella scuola cristiana “Community Education Centre” il personale aveva strappato delle pagine del Corano. L’imam sarebbe stato informato da una telefonata anonima.

MUSULMANI DIFENDONO LA SCUOLA. Dopo l’annuncio, centinaia di estremisti si sono radunati davanti al cancello della scuola, inveendo e lanciando oggetti. Se non sono riusciti ad entrare e saccheggiare l’istituto, come avvenuto in altri casi, è solo grazie all’intervento della polizia che li ha dispersi. Secondo quanto riferito da Fides, la scuola ha denunciato il tentativo di screditare la scuola che, secondo gli stessi genitori dei bambini musulmani, che la frequentano in maggioranza, «non ha mai cercato di insegnare qualcosa contro l’islam».

MORTE IN CARCERE. Ma la legge sulla blasfemia continua a far discutere in Pakistan. È morti in carcere Nadeem, giovane musulmano di 22 anni accusato e imprigionato per blasfemia pochi giorni fa, mentre molti ulema l’hanno difeso parlando di «false accuse». Per l’avvocato Mushtaq Gill quando è entrato in prigione il ragazzo stava benissimo e per questo verrà chiesta una autopsia. Come la recente storia di Rimsha Masih ha dimostrato, nella stragrande maggioranza dei casi la legge sulla blasfemia viene strumentalizzata e adoperata per consumare vendette personali o per danneggiare economicamente un avversario.

ATTENTATO CONTRO UNA MISSIONARIA. Come riporta Oasis, ieri una missionaria laica cristiana protestante è stata vittima di un tentato omicidio e si trova in condizioni critiche all’ospedale “Jinnah” di Lahore, capitale della provincia del Punjab. Bargeeta Almby, 72 anni, di nazionalità svedese, si trovava sulla sua auto quando due uomini armati in motocicletta si sono avvicinati sparando ripetutamente e colpendola al petto. L’attentato è avvenuto alle due del pomeriggio a Lahore. La missionaria opera in Pakistan da oltre 38 anni ed era pienamente integrata nella comunità. La donna è responsabile dei programmi sociali di una Chiesa cristiana, la “Full Gospel Assemblies of Pakistan” (FGA Church). La Chiesa ha registrato una Organizzazione non governativa, diretta dalla donna, impegnata nell’istruzione e nella formazione professionale. Bargeeta Almby è responsabile di un orfanotrofio, lavora con bambini disabili e poveri, gestisce un corso di formazione in ostetricia e in altre materie tecniche.