Distruggere embrioni non è più necessario: staminali adulte trasformate in embrionali in un topo vivo

Il Centro spagnolo per la ricerca sul cancro ha portato avanti la scoperta del premio Nobel Shinya Yamanaka, effettuando l’esperimento non in provetta ma in vivo

Per la prima volta cellule staminali adulte sono state trasformate in cellule bambine, come quelle embrionali, non in vitro ma direttamente in un topo vivo. La scoperta dei ricercatori del Centro spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio) è stata pubblicata sulla rivista Nature.

IL METODO YAMANAKA. I ricercatori hanno ulteriormente sviluppato il metodo scoperto da Shinya Yamanaka, premio Nobel per la medicina 2012, che è riuscito a “riprogrammare” in vitro cellule adulte fino ad uno stato “pluripotente”, in cui sono in grado di dar vita a diversi tipi di tessuto. Prima di questa scoperta, tali cellule staminali, importantissime per la medicina rigenerativa, potevano essere ottenute solo attraverso la distruzione degli embrioni ponendo enormi problemi etici.

«SVOLTA NELLA RICERCA». Le cellule prodotte dal Cnio sembrano più simili alle staminali embrionali rispetto alle pluripotenti indotte create in provetta e hanno mostrato la capacità di differenziarsi in più tipi cellulari. È ancora da vedere come la nuova metodica possa aiutare a curare malattie come Alzheimer, morbo di Parkinson o diabete ma, come dichiarato dalla principale autrice della ricerca, Maria Abad, «il lavoro potrebbe far svoltare la ricerca sulle cellule staminali e la medicina rigenerativa».

INUTILE DISTRUGGERE EMBRIONI. Ora il primo passo sarà quello di «vedere se queste nuove cellule sono in grado di generare in modo efficace diversi tessuti, come quelli di pancreas, fegato o reni». Di sicuro, alla luce delle nuove scoperte, appare sempre più inutile (e retrogrado) continuare a distruggere embrioni per ottenere cellule staminali embrionali utili alla ricerca, come una legge in Francia ha di recente permesso di fare.