Dai Giochi del Commonwealth all’eclissi. “Que sera, sera” ad agosto
Domenica 2 agosto
Al via i Giochi del Commonwealth, manifestazione quadriennale (partì nel 1930 come Giochi dell’Impero britannico) di specialità sportive, con particolare attenzione a quelle più praticate nell’ex Impero tipo cricket e rugby. Un’altra iniziativa per tenere insieme i 56 stati storicamente legati a Londra (8 hanno come capo di Stato il sovrano inglese) nel Commonwealth, organizzazione che ha ancora una solida influenza nelle relazioni tra i cittadini delle ex colonie del Regno Unito. Boris Johnson cercò di rilanciarla dopo la Brexit, ma di fatto ha avuto più successo Donald Trump insultando canadesi, australiani e Keir Starmer.
Venerdì 7
Si apre il Festival di Edimburgo. L’intera città diventa un palcoscenico per migliaia di spettacoli (spesso gratuiti) di cabaret, musica, danza, stand-up comedy. Ma è innanzi tutto la festa di un teatro che nasce come evento religioso: la tragedia da τραγος, il capro sacrificato ritualmente. Diventa poi anche, con Aristofane, una sorta di Dagospia dell’antica Atene. E questi due filoni, spirituale e d’intrattenimento, durano fino ai nostri giorni anche nella platea scozzese che presenta una piece sul personaggio televisivo dell’ispettore Morse e una rielaborazione delle Baccanti di Euripide apprestata dalla “Company of wolfes”.
Mercoledì 12
Il mito dell’eclissi (il 12 ce n’è una) è presente in tutte le civiltà: il fenomeno appariva, prima che gli astronomi spiegassero come la Luna si interpone tra Terra e Sole, simbolo del conflitto tra luce e oscurità, e di una vittoria del caos. Nell’antica Cina si credeva che un drago celeste – che si cercava di spaventare producendo rumori – stesse divorando il Sole: gli astronomi di corte, poi, che sbagliavano previsioni sulle eclissi venivano giustiziati. Nella Mesoamerica di Maya e Atzechi le eclissi erano associate all’ira di qualche divinità. Anche nei nostri tempi razionali e secolarizzati resta qualcosa delle antiche paure.
Venerdì 21
Fino al 1980 star del post vacanze era la Festa dell’Unità. Poi arrivò il Meeting per l’amicizia dei popoli a Rimini. Con naturalmente una forte impronta religiosa, con ospiti come Giovanni Paolo II e quest’anno Leone XIV. Serio l’impegno culturale: titolo del 2026 “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Ma centrale la politica: protagonisti negli anni, tra gli altri, oltre alle personalità legate a Comunione e Liberazione, Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro, Arnaldo Forlani, Gianni De Michelis, Francesco Cossiga, Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema, Mario Draghi, Sergio Mattarella, Giorgia Meloni.
Sabato 29
La governance dell’Unione Europea è una questione non ancora ben risolta: il peso eccessivo dell’euroburocrazia è un problema per i 27 Stati membri. Ma intanto l’Unione continua ad allargarsi. Nove i candidati a entrare: Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Kosovo, Ucraina, Moldavia, Georgia. Il burrascoso scenario internazionale tra asse del Crink (China, Russia, Iran, North Korea) e bizze trumpiane rende sempre più attrattiva la collaborazione multinazionale bruxellese. E il 29 anche l’Islanda terrà un referendum sull’ingresso nella Ue dopo che nel 2015 aveva ritirato la sua domanda di adesione.
Domenica 30
Il Parlamento estone eleggerà il suo presidente. Potrebbe essere riconfermato Alar Karis, un intellettuale politicamente indipendente eletto dal Partito Riformatore di centro destra e dal Partito di Centro (liberale ma un po’ populista). Nonostante la presenza di isolate posizioni filoputiniane e di qualche frangia iper-radicale, una nazione, come tutte le altre dei paesi baltici, sotto la minaccia di Mosca (con enclave “russe” che a Narva arrivano all’82 per cento della popolazione), trova nell’Unione Europea e nella Nato le sue fondamentali protezioni e ciò favorisce, nei momenti di tensione, soluzioni di convergenza nazionale.
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