Cei: «Contro il sovraffollamento delle carceri ci vuole l’amnistia»

Lo ha detto Domenico Pompili, direttore delle comunicazioni sociali della Cei. Ha aggiunto: «La vita dei carcerati non è mai una vita a perdere». Intanto ieri altre due persone si sono suicidate in cella.

«L’auspicio è che il Parlamento si faccia carico del problema giustizia e carceri, probabilmente non più rinviabile. Di amnistia si parla da diverso tempo, e più di recente la questione è stata sollevata dallo stesso presidente della Repubblica. Senza dubbio la necessità di una amnistia si impone per affrontare il sovraffollamento delle carceri e per affrontare situazioni ambientali spesso insostenibili». Ha parlato così Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana intervistato da RadioCarcere, in onda su Radio Radicale.

«LA VITA DEI CARCERATI NON È A PERDERE». Continua Pompili: «Lo Stato certamente deve continuare ad esercitare la giustizia garantendo il bene comune dei cittadini, a cominciare dalla loro sicurezza e incolumità; però, come ricordava il cardinal Bagnasco, la vita dei carcerati non è mai una vita a perdere. Di qui la necessità di affrontare il nodo della giustizia in modo che la pena possa assolvere al compito medicinale che le è proprio e a garantire i cittadini».

ALTRI DUE SUICIDI. L’appello di Pompili, scrive Avvenire, è arrivato il giorno in cui si sono suicidati altri due detenuti in cella. Un 47enne si è ucciso nel carcere di Sollicciano a Firenze mentre un marocchino di 22 anni si è tolto la vita nell’istituto penitenziario della Dogaia di Prato.