Economia
L'Istat ha registrato per il quarto trimestre del 2011 un calo del Prodotto interno lordo dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. È il secondo consecutivo e sancisce in termini tecnici la recessione. L'Italia è l'unico in recessione tecnica tra i principali paesi del continente. Il debito è invariato rispetto al Pil, sale di 55,1 miliardi in termini assoluti.
Il giornale di Confindustria lancia l'allarme credit crunch per promuovere la nuova sezione del quotidiano «Imprese & territori», facendo leva su un lavoro preparato dal Centro Europa Ricerche (Cer). Ma i responsabili dichiarano a tempi.it: «Il lavoro fatto non è una previsione, nelle “vere” previsioni del nostro centro non c'è traccia di credit crunch».
Berlino ha accettato di fare un passo indietro sul Fiscal compact, il Trattato che sarà ratificato il prossimo 1 marzo in Europa. L'Italia ha esultato ma siamo sicuri che la Germania non chiederà nulla in cambio? Con molta probabilità Roma sarà obbligata a chiedere aiuto al Fmi, che un mese fa già dichiarava: «L'Italia non può farcela da sola».
La società di rating Standard & Poor's ha declassato 34 banche italiane. Il commento del premier Mario Monti è stato lapidario: «È in gran parte un effetto atteso da precedenti decisioni». Non si può dar torto a Monti. Infatti un downgrade avrebbe avuto senso sei mesi fa, quando le banche manifestavano seri problemi di liquidità al limite del credit crunch.
Nella sua trasmissione Nove in punto, la versione di Oscar su Radio24, Oscar Giannino, indagando quale riforma del lavoro l'Italia potrebbe adottare, spiega quella tedesca di Peter Hartz, che con quattro modifiche ha creato 2,5 milioni di posti di lavoro. Il ministro Fornero potrebbero ricavarne ottimi spunti.
Nelle casseforti delle grandi corporation americane c'è tanto cash da poter acquistare il Canada. La Apple, con i suoi 97,6 miliardi di dollari, potrebbe comprare l'Eni, l'intero emirato del Qatar o qualche banca. Obama dovrebbe esserne contento, peccato che a causa delle tasse molto alte 64 di questi miliardi la Apple li tenga in banche estere.
L'accordo per ottenere dall'Europa 130 miliardi di aiuti doveva essere trovato entro domenica notte. Invece non è arrivato. Al 13 febbraio è stato fissato l'ultimo termine tecnico per evitare la bancarotta, che scatterebbe il 20 marzo alla scadenza di 14,5 miliardi di titoli di Stato. Ma sono troppo pesanti i tagli richiesti dall'Europa
Il fondatore Mark Zuckerberg, che detiene il 24 per cento dell'Equity, si ritroverebbe con un patrimonio personale di 24 miliardi di dollari. Ma qualche dubbio sull'operazione rimane. Come è possibile giustificare un valore di equity a 100 miliardi di dollari per una realtà che genera un utile operativo di 1,7 da un fatturato di 4,27 miliardi?