Economia
Il paese continua a viaggiare a una velocità imparagonabile a quella della lumaca europea, ma gli esperti sono preoccupati per alcuni dati che ne segnalano un rallentamento. Se anche la locomotiva mondiale entra in crisi, sarà peggio per tutti. Lagarde (Fmi): «È una fonte di rischio per la ripresa globale»
Intervista a Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli: «Sono preoccupato». Materie prime, speculazione, raffinazione in crisi. Ma sono le accise a pesare per il 60 per cento sul prezzo: «Una loro riduzione è difficile. Il Governo non ha risorse e si parla di un aumento dell’Iva. Se con la recessione l'importo è così alto, il futuro riserverà brutte sorprese».
Nel 2020 quasi tutte le operazioni bancarie saranno effettuate fuori dagli sportelli. Come risponderanno le banche a questa inversione di tendenza e al crescente dilagare dei social network? Ennio Doris lancia la sfida: «Mediolanum coniugherà il sistema bancario e Facebook. Una scommessa anche per noi, siamo curiosi di vedere come andrà. Una cosa è certa: ci copieranno».
La società acquisterà azioni proprie per 10 miliardi di dollari il 30 settembre. L'operazione, detta anche buy-back, incrementerà le quotazioni e rafforzerà il titolo. L'ad Tim Cook ha anche annunciato un ritorno ai dividendi su base trimestrale: «55 milioni di iPad venduti, risultati straordinari con l'iPhone e risultati da record con i computer Mac».
Il barile di petrolio, la trasformazione, la distribuzione. E poi un po' di accise: Guerra d'Etiopia, crisi di Suez, Vajont, alluvione di Firenze, terremoto del Belice, terremoto del Friuli, terremoto in Irpinia, missione in Libano, guerra in Bosnia, sbarco immigrati a Lampedusa, contratto autoferrotranvieri, Salva-Italia.
Abbiamo perso l’ansia e la volontà di imitare Cristo e di cercare di incorporare la Sua perfezione in una fede operativa. Nella fede di chi, professionalmente, fa il banchiere, l’industriale, il politico, lo scienziato. Il presidente delle Ior spiega perché «le cose ci sono sfuggite di mano». Pubblichiamo l'articolo che appare sul numero 45 di Tempi in edicola
Lo spread è sceso sotto quota 300 ma nessun titolo in prima pagina l'ha fatto notare, diversamente dai tempi in cui al governo c'era Silvio Berlusconi e ogni minima variazione era spunto per un titolo a sei colonne. Se ora lo spread scende è perché il Parlamento appoggia stabilmente Monti, che porta a termine le riforme cominciate dall'ex premier.
Continua l'analisi di Tempi.it sul Portogallo, paese europeo sotto osservazione dopo lo scampato pericolo della Grecia. Oltre alle difficoltà in ambito sanitario e nel sistema bancario, sono le finanze pubbliche a destare maggiore preoccupazione. E se il Fondo monetario internazionale dovesse valutare il paese insolvente, non potrebbe più prestare denaro a Lisbona.
La situazione nel Vecchio Continente è più tranquilla: nell'ultimo mese la Bce ha immesso liquidità per oltre mezzo miliardo di euro e soprattutto si è risolta la delicata crisi greca. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Junker, ha dichiarato che domani avrà luogo la definizione del piano di salvataggio per Atene.